L’approccio al repertorio: tecnica, maturità e interpretazione nella danza

Variazione di repertorio

Articolo realizzato in collaborazione con Tiziana Alia

Il repertorio è una delle fasi più affascinanti e complesse della formazione di un danzatore. L’ingresso a questa fase richiede un equilibrio tra tecnica, maturità emotiva e una comprensione profonda dell’interpretazione. Ogni insegnante deve valutare con attenzione le caratteristiche individuali dell’allievo, scegliendo il pezzo che meglio si adatta alle sue capacità tecniche e al suo sviluppo emotivo. In questo articolo esploreremo gli aspetti fondamentali che definiscono un percorso di studio nel repertorio, dal ruolo della tecnica classica alla preparazione psicologica, passando per le diverse tipologie di coreografie e l’importanza di una scelta personalizzata.

ISCRIVITI SUBITO ALLA NOSTRA

NEWSLETTER

Tutte le novità, le storie e gli approfondimenti sulla danza, direttamente nella tua mail.

*Con l’iscrizione alla newsletter accetto i termini dell’Informativa sulla privacy.

La preparazione tecnica e la maturità emotiva

Quando si introduce un allievo al repertorio, l’insegnante deve considerare diversi fattori prima di consentire l’accesso a una lezione. Il fattore tecnico è senza dubbio il più importante e deve essere sempre supportato da anni di lavoro sulla tecnica classica. Tuttavia, è fondamentale anche valutare la maturità emotiva dell’allievo, poiché il repertorio è composto da coreografie che richiedono un’interpretazione significativa. Sebbene non sia indispensabile da un punto di vista esclusivamente esecutivo, il repertorio non può dirsi completo senza un approccio interpretativo.

Individuiamo un range di età, puramente indicativo, per intraprendere questo percorso, che va dai 13 ai 15 anni, tenendo presente che si tratta di un approccio amatoriale. Se ci concentriamo sul repertorio classico, esso comprende solitamente una selezione di coreografie che prevedono l’uso delle scarpe da punta. Di conseguenza, una solida tecnica in punta è essenziale. Non vi è tuttavia alcun divieto nell’imparare una coreografia in mezza punta, soprattutto in età più giovane, anche se molti passaggi potrebbero risultare meno omogenei o più difficili da eseguire, dato che sono pensati per essere eseguiti in punta.

Variazione di repertorio
Michelle Comanducci – Variazione da “Esmeralda”

Comprendere la terminologia del repertorio

Per fare chiarezza, è importante definire alcuni termini. Il “repertorio” è un concetto ampio che indica lo studio di coreografie codificate, solitamente tratte da balletti dal valore tecnico e storico (come Giselle, Lago dei cigni, La bella addormentata, ecc.). Non si limita solo al balletto classico e non specifica se si tratta di variazioni (soli), pas de deux, pas de trois, pas de quatre o coreografie corali.

  • Variazione: un solo, maschile o femminile.
  • Pas de deux: un passo a due, solitamente tra uomo e donna.
  • Pas de trois: un passo a tre, che può essere composto da tre uomini, tre donne, o da combinazioni di generi diversi.
  • Pas de quatre: un passo a quattro, come quello celebre de I piccoli cigni.
  • Corale (ensemble): una composizione che coinvolge un gruppo numeroso di danzatori.
Variazione di repertorio
Marianela Nunez in “Giselle”, Royal Opera House 2018 – PH: Helen Maybanks

Le difficoltà del repertorio: un fattore soggettivo

Determinare la difficoltà di un pezzo di repertorio non è sempre semplice. Esistono variazioni di notevole difficoltà, ma la valutazione della difficoltà dipende molto dalle capacità del singolo performer. Alcune variazioni si concentrano sui salti, altre sulla forza, altre ancora su giri, velocità, coordinazione, ecc. Quando si inizia a studiare una coreografia, è fondamentale che l’insegnante conosca profondamente l’allievo e scelga la variazione che si adatta meglio sia dal punto di vista tecnico che caratteriale. Inoltre, è importante tenere presente che esistono diverse versioni di una stessa coreografia, modificata nel tempo da vari coreografi e teatri. L’insegnante deve quindi essere sempre aggiornato.

Nel contesto dei concorsi, solitamente gli allievi sono liberi di scegliere quale variazione o pezzo di repertorio eseguire. A volte, si trovano variazioni “di moda”, che vengono ripetute frequentemente nelle stesse categorie. Tuttavia, questo non dovrebbe influire sul giudizio, che deve tener conto non solo della tecnica classica ma anche della componente interpretativa. Per questo motivo, è essenziale “cucire su misura” la variazione per ciascun danzatore, affinché possa esprimersi al meglio.

Variazione di repertorio
Fumi Kaneko in “The Sleeping Beauty”, Royal Opera House – PH: Foteini Christofilopoulou

L’esperienza della New Dance Academy a.s.d.

Alla New Dance Academy a.s.d., le classi di repertorio vengono nettamente separate: una dedicata alle variazioni e una ai passi a due, poiché seguono regole diverse e presentano sfide distinte. In particolare, il passo a due richiede l’abbinamento di partner con caratteristiche fisiche, tecniche e di maturità compatibili. Non sempre però è possibile formare una coppia ideale, il che può complicare l’esecuzione.

Una lezione di repertorio standard non differisce molto da una lezione di classico con le punte. È utile strutturare esercizi mirati a preparare i passi che saranno poi eseguiti nella variazione o coreografia. Come in ogni lezione, si inizia con un buon riscaldamento, seguito dalla sbarra, gli esercizi al centro e infine l’approfondimento della coreografia, che viene studiata passo dopo passo prima dal punto di vista tecnico e poi performativo.

Come già detto in precedenti articoli, sarebbe ideale avere una lezione di sbarra a terra prima della classe di repertorio. Un allievo che intraprende questo tipo di lezione deve essere concentrato, ben preparato e pronto a recepire le correzioni. Il repertorio rappresenta “il sogno che si realizza“, poiché consente di portare in scena coreografie di balletti che ci hanno emozionato fin da bambini. Tuttavia, l’opportunità di eseguire in scena non è un diritto acquisito, ma un privilegio che va conquistato con impegno costante, in ogni lezione, per poter rendere con rispetto ciò che è una pietra miliare della danza.

Variazione di repertorio
Don Quixote – Act III Kitri Variation (Akane Takada, The Royal Ballet)

Chi è Tiziana Alia

Classe 1961, Tiziana Alia studia e si diploma in danza classica e repertorio a Torino presso il “Centro Studi Danza” di Susanna Egri. Dopo diverse performance in Europa, si perfeziona alla “Royal Academy of Dance” e alla “Russian Ballet Society”, ottenendo diplomi con il massimo punteggio.

Inizia a dedicarsi alla formazione e alla specializzazione delle giovani leve insegnando in diverse scuole di rilievo, per poi prendere la direzione artistica della “New Dance Academy A.s.d” di Rivarolo Canavese, associazione pluripremiata che vanta diversi danzatori i quali, dopo essere stati accettati in programmi accademici di prestigio, sono tutt’ora professionisti in grandi teatri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *