Il Lago dei Cigni, Lo Schiaccianoci, Giselle. Tutti conosciamo questi e molti altri titoli del repertorio classico che, dal momento in cui sono stati creati, vengono riprodotti in tutti i teatri e dai migliori ballerini del mondo.
Ma nell’ampia collezione di balletti che la storia della danza ci ha regalato nel corso del tempo, ce ne sono molti altri che non godono di fama mondiale ma che meritano allo stesso modo di essere scoperti e apprezzati.
Ecco quindi alcuni consigli per recuperare alcuni dei meravigliosi balletti classici che potresti aver perso. Attenzione! Troverai anche dei consigli d’acquisto per vedere le migliori versioni in DVD. E se vuoi scoprirne altri, commenta qui sotto per la parte 2.
5 balletti classici da vedere immediatamente
1. Spartacus
Spartak (a volte tradotto anche come Spartacus o Spartaco) è un balletto in quattro atti e nove quadri su musiche di Aram Il’ič Chačaturjan. Ispirato all’omonimo romanzo storico del 1873 di Raffaello Giovagnoli, la sceneggiatura è di Nikolai Volkov.
La prima del balletto andò in scena al Teatro Kirov di Leningrado il 27 dicembre 1956, ma fu la versione di Yuri Grigorovich del 1968 a rendere Spartacus popolare in tutto il mondo, riscuotendo un successo tale che rimase in scena per molti anni.
Il balletto mette in scena il racconto storico-epico di Spartacus il quale, portato a Roma con l’amata Frigia ma separato da lei e reso schiavo gladiatore, incita i propri compagni schiavi alla rivolta contro l’esercito romano.
Le feste con cortigiane al palazzo di Crasso in cui Frigia è prigioniera e i monologhi del gladiatore precedono il momento della vittoria di Spartaco su Crasso. È però una vittoria solo parziale, preceduta dalla vendetta di Crasso.
Egli infatti, con il supporto di una cortigiana che raggira i gladiatori di Spartaco, lo sconfigge crocefiggendolo. Sarà Frigia a sottrarre il corpo senza vita dell’amato dal campo di battaglia, affidando al cielo la memoria del suo valore e del suo coraggio.
Consigli d’acquisto

Questa è la versione di Yuri Grigorovich interpretata dal Bolshoi Ballet. Interprete principale nel ruolo di Spartacus è Carlos Acosta, mentre il ruolo di Frigia è di Nina Kaptsova. Puoi acquistarlo QUI (link aff).
PS: se invece preferisci un filmato più storico, su Amazon puoi trovarne un’ampia scelta a questo link.
2. The winter’s tale
The Winter’s Tale o Il racconto d’inverno è un balletto del 2014 creato dal coreografo inglese Christopher Wheeldon su musiche di Joby Talbot. Basato sull’omonimo romanzo di Shakespeare, Wheeldon ne snellisce la trama per mettere in risalto i personaggi principali. La storia racconta di Leonte, re di Sicilia, che ospita a corte per nove mesi il suo amico Polissene, re di Boemia.
Nel corso di questi mesi la moglie di Leonte, Hermione, rimane incinta e in lui sorge subito il dubbio che i due potrebbero averlo tradito. Leonte allora ordina che la neonata venga abbandonata in un luogo remoto, ma così Hermione e il loro giovane figlio Mamillio muoiono di angoscia, lasciando Leonte sopraffatto dal rimorso.
La bambina però viene trovata da un pastore in Boemia che le dà il nome di Perdita (“la perduta”) e, dopo sedici anni, si innamora di Florizel, il figlio di Polissene, il quale però non approva la relazione del giovane con una semplice popolana.
I due decidono di scappare in Sicilia e cercano rifugio alla corte di Leonte, dove Perdita viene riconosciuta come la figlia appunto perduta. Hermione quindi ritorna dal mondo dei morti e tutta la famiglia si riunisce in un finale di riconciliazione e speranza.
Il balletto, coprodotto dal Royal Ballet e dal National Ballet of Canada, ha riscosso subito un enorme successo di pubblico e di critica, aggiudicandosi il Premio Oliver e facendo vincere a Wheeldon il Benois de la Danse nel 2015.
Consigli d’acquisto
Questa versione con protagonista il Royal Ballet di Londra è stata registrata dal vivo a Covent Garden nel 2014 e vede come interpreti principali Edward Watson (Leonte), Sarah Lamb (Perdita), Zenaida Yanowsky (Paulina), Steven McRae (Florizel), Federico Bonelli (Polissene), Lauren Cuthbertson (Hermione). Puoi acquistarlo QUI.

3. La figlia del faraone
La fille du pharaon è un’opera in tre atti creata dal grande coreografo Marius Petipa sulle musiche di Cesare Pugni. Andata in scena per la prima volta al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo nel 1862, essa vedeva nei ruoli principali lo stesso Petipa insieme a Carolina Rosati.
Il balletto è ispirato al racconto di Théophile Gautier “Le roman de la Momie” (“Il romanzo della mummia) e racconta la storia di Lord Wilson, un lord signore inglese che sta viaggiando attraverso l’Egitto assieme al suo servo.
Ai piedi di una piramide i due incontrano dei mercanti arabi che li invitano nella loro tenda, ma improvvisamente scoppia una tempesta e tutti sono costretti a rifugiarsi nella piramide più vicina dove riposa Aspicia, la figlia di uno dei faraoni più potenti d’Egitto.
Quando i viaggiatori cominciano a fumare oppio, la piramide si popola di strani fenomeni e le mummie sembrano riprendere vita. Lord Wilson viene magicamente trasportato nel passato, dove diventa Ta-Hor, un egiziano innamorato di Aspicia.
Qui inizia la loro “storia d’amore“, ostacolata dal re della Nubbia di cui Aspicia è promessa sposa. Alla fine i due riescono finalmente a sposarsi ma, all’apice della festa, l’effetto dell’oppio finisce e Ta-Hor torna ad essere semplicemente Lord Wilson.
La figlia del faraone valse a Marius Petipa la nomina a maître de ballet, ma poi la coreografia venne rivista da Pierre Lacotte, che la mise in scena al Bolshoi nel 2000. Questa versione è arrivata anche alla Scala di Milano con protagonisti Svetlana Zakharova e Nikolai Tsiskaridze.
Consigli d’acquisto

Svetlana Zakharova e Sergei Filin sono i protagonisti di questa versione di “La fille du Pharaon” con la coreografia di Pierre Lacotte. Registrata come parte della Bolshoi Ballet Collection, il DVD comprende anche un’intervista con il coreografo. Puoi acquistarlo QUI.
4. A month in the country
A Month in the Country è un balletto narrativo creato nel 1976 dal coreografo Frederick Ashton su musiche di Frédéric Chopin arrangiate da John Lanchbery. La storia è basata sul racconto omonimo di Ivan Turgenev e dura circa 40 minuti.
L’azione è ambientata nella casa di campagna di una famiglia russa nel 1850, quando a stravolgere la tranquillità familiare arriva Belaiev, il giovane tutor del figlio Kolia. Natalia Petrovna infatti, moglie annoiata, si invaghisce di lui.
Il balletto è portato avanti dai numerosi pas de deux dei personaggi, come Natalia e il suo ammiratore Rakitin, poi Belaiev e Vera, ancora Belaiev e la cameriera Katia, e infine Belaiev e Natalia. Tutto finisce quando i due vengono scoperti e il tutore cacciato da casa. Natalia quindi si dispera per l’improvvisa partenza del giovane, ma lui torna e le lascia la rosa che gli aveva dato.
La prima del balletto è andata in scena il 12 febbraio 1976 alla Royal Opera House con protagonisti Lynn Seymour e Anthony Dowell nei ruoli principali. Il balletto ebbe un grande successo e fu interpretato da tantissimi nomi del mondo della danza, come Merle Park e Sylvie Guillem nel ruolo di Natalia.
Purtroppo del balletto “A month in the country” non è presente una versione da acquistare in DVD. Su YouTube però è possibile vederne una versione completa con protagonisti i meravigliosi Sylvie Guillem e Massimo Murru a questo link.
5. Il giardino degli amanti
Ultima ma non per importanza, una produzione tutta italiana ideata dal coreografo Massimiliano Volpini per il Teatro alla Scala di Milano con protagonista assoluto Roberto Bolle. Il balletto è piuttosto recente, andato in scena per la prima volta nella stagione 2015/2016.
Per la coreografia, Volpini si lascia ispirare dalle opere di Mozart, in primis la trilogia scritta con Lorenzo Da Ponte. Il balletto è ambientato nel giardino di una villa dove un’orchestra da camera suona i quartetti e quintetti di Mozart, con echi e rimandi al mondo del compositore.
Come per illusione, dai chiaroscuri del giardino labirintico affiorano personaggi mozartiani come Figaro, il Conte di Almaviva, Susanna e Rosina, Don Giovanni e Leporello, Fiordiligi, Dorabella Ferrando e Guglielmo, che si muovono in un viaggio nell’universo mozartiano.
Con scene e costumi di Erika Carretta e luci di Marco Filibeck, l’opera si rifà al Settecento anche nelle scenografie e nei costumi e popola il giardino di danze virtuosistiche che si susseguono in maniera dinamica e veloce con continui cambi di atmosfera. Come in un sogno, tutto si mescola. Realtà e illusione si fondono.
Consigli d’acquisto
Questa versione è stata registrata al Teatro alla Scala nel 2016 con protagonisti Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Marta Romagna e Claudio Coviello insieme al Corpo di Ballo del Teatro. Puoi acquistarla QUI.


