Daniele Vannelli: Ballerino, Insegnante e Direttore Artistico della “Honey Dance Studio Academy” – La Sua Passione e il Suo Percorso

Daniele, tu sei un ballerino e insegnante da diversi anni. Raccontaci un po’ di te, quando nasce la tua passione per la danza?

La mia passione nasce sin da piccolo. Ho sempre avuto un forte legame con la musica e il movimento e da giovane sentivo la necessità di esprimermi attraverso il corpo. Ricordo che ballavo di continuo, senza fermarmi mai, e le poche volte in cui non avevo l’occasione di farlo, “danzavo” con la mente.

È stato un amore naturale, che è cresciuto e si è rafforzato nel tempo. Ricordo anche che da piccolo indossavo molto spesso i tacchi di mia madre e facevo delle piccole scenette teatrali con mia sorella. Forse già lì avevo capito che quello sarebbe stato il mio destino.

Quindi hai iniziato a studiare molto presto. E dopo quanto tempo hai capito che la danza sarebbe diventata il tuo lavoro?

Ho iniziato gli studi in una piccola scuola del mio quartiere. Ricordo un momento, ormai indelebile nella mia mente, in cui, dopo la mia prima lezione di Hip Hop, dissi a mia madre: «Voglio fare questo».

Sin da subito, infatti, mi sono accorto che la danza era più di una semplice passione, era qualcosa che mi faceva sentire vivo e realizzato. Dopo pochi anni di studio, ho capito che avrei dovuto fare una scelta, dovevo cambiare scuola per potermi confrontare con altre realtà e dedicarmi completamente a quest’arte.

E la tua famiglia ti ha supportato?

Assolutamente sì, durante la mia carriera ho avuto la fortuna di avere una famiglia e degli amici che mi hanno sempre sostenuto. I miei nonni, le mie sorelle e i miei genitori sono stati il mio sostegno costante, la mia fonte di ispirazione e forza.

Daniele Vannelli

Qualcuno in particolare?

Mia nonna ha avuto un ruolo speciale nella mia vita. Il suo amore incondizionato e la sua saggezza hanno guidato molti dei miei passi, non solo sul palco ma anche nella vita.

È stata lei ad insegnarmi l’importanza della disciplina e del sacrificio, ma anche a ricordarmi di non perdere mai di vista la gioia di ciò che faccio. Il suo supporto è stato fondamentale nei momenti più difficili, quando la strada sembrava in salita.

Oltre a lei, anche mio nonno adottivo ha avuto un impatto profondo nella mia vita. Nonostante non fosse legato a noi da vincoli di sangue infatti, ha preso me e i miei fratelli sotto la sua ala protettiva e ci ha cresciuti con tutto l’amore e l’affetto del mondo.

Ma non posso dimenticare il contributo delle mie sorelle, sempre pronte a incoraggiarmi e a festeggiare con me ogni piccolo successo. I miei genitori, invece, hanno sacrificato tanto per permettermi di inseguire i miei sogni, accompagnandomi in ogni tappa del mio percorso.

La loro fiducia in me mi ha dato la forza di superare le sfide più impegnative. È grazie a loro se oggi posso fare ciò che amo e guardare al futuro con speranza e determinazione.

Una bellissima premessa. E quando hai capito di voler diventare un professionista, dove hai deciso di formarti?

Ho avuto la fortuna di frequentare accademie di danza di alto livello in Italia e all’estero, come la Martha Graham School, la Alvin Ailey School e Brickhouse di New York City, dove ho potuto formarmi con insegnanti di grande esperienza e talento.

In seguito, durante la mia carriera ho lavorato in diversi contesti, sia in teatro che in televisione, e ho avuto l’opportunità di collaborare con coreografi e artisti di fama internazionale, che hanno arricchito enormemente il mio percorso.

Sicuramente ho fatto il salto di qualità quando ho deciso di seguire un grande coreografo e artista, Yanis Marshall. Lui per me è sempre stato un punto di riferimento, un idolo. Ho sacrificato tanto per studiare con lui, ma è stata la scelta migliore che potessi fare.

Infatti dalla tua biografia leggo che ti occupi di modern ma anche di video dance, heels e danza area. Come ti sei avvicinato a queste discipline “particolari” e cosa le rende a tuo parere così appassionanti?

Ciò che mi ha fatto avvicinare è stata sicuramente la mia curiosità e la voglia di esplorare nuove forme di espressione. Ognuna di esse ha qualcosa di unico: il modern mi permette di lavorare su una forte tecnica e sulla fluidità dei movimenti.

La video dance mi ha permesso di lavorare sulla mia espressività e mi ha connesso alla cultura pop. Heels invece è quella che mi rappresenta di più: mi dà forza, sensualità, tecnica, eleganza.

È lo stile che mi dà più possibilità di esprimermi ed è sicuramente quello a cui sono più legato; quando lo danzo mi sento proprio me stesso. La danza aerea, lo stile che forse ho studiato di più, mi sfida invece a livello fisico e mi regala un senso di libertà e leggerezza. 

A mio parere, ciò che accomuna tutte queste discipline e le rende così appassionanti è la possibilità di combinare tecnica e creatività, permettendomi di esprimere diverse sfaccettature di me stesso.

Daniele Vannelli

Ma, come dicevamo all’inizio, oltre ad essere un ballerino sei anche un insegnante. Perché hai deciso di intraprendere questa strada? Cosa ti offre in più l’insegnamento rispetto alla “sola” pratica?

L’insegnamento è una cosa che hai dentro e che non puoi sviluppare con il tempo. Proprio come l’essere ballerino, anche questo è un talento. Ovviamente come tutti i talenti va sviluppato e studiato.

Ho capito di voler diventare insegnante perché sentivo il desiderio di condividere ciò che avevo imparato e di aiutare altri a scoprire il loro potenziale.

L’insegnamento mi offre qualcosa di unico: la possibilità di trasmettere la mia passione e di vedere gli studenti crescere, migliorare e trovare la loro strada nella danza.

È una soddisfazione enorme vedere come questa possa trasformare le persone, non solo a livello fisico ma anche emotivo. In questi ultimi anni, ad esempio, ho avuto l’opportunità di conoscere bambine e ragazze davvero talentuose.

Con loro quindi mi sono concentrato molto non solo sullo studio della tecnica, ma soprattutto sulla loro autostima. Credo che questo sia fondamentale per un ballerino, perché un danzatore non è niente se non crede in se stesso.

Attualmente infatti sei uno dei direttori artistici della scuola “Honey Dance Studio Academy”. Puoi raccontarci qualcosa?

“Honey Dance Studio Academy”, di cui quest’anno sono diventato direttore artistico, è nata con l’obiettivo di creare un ambiente dove i giovani talenti possano crescere e sviluppare le loro abilità nella danza.

Insieme al mio team ci impegniamo a offrire una formazione di alto livello che combina tecnica, creatività e disciplina. La scuola è un luogo di condivisione e ispirazione, dove ogni studente può trovare il proprio percorso artistico accompagnato da me e dal mio staff. 

Insieme a te alla direzione c’è Lia Russo, ex ballerina professionista del programma Amici di Maria De Filippi. Come è nata la vostra collaborazione?

Lia e io ci siamo conosciuti moltissimi anni fa, quando avevo circa 13 anni, e da subito abbiamo capito di avere una visione comune sulla danza e sull’insegnamento.

Lei per me è stata tutto: una maestra, un’amica, una mamma e una sorella. Proprio per questo la nostra collaborazione è nata in modo naturale, condividendo idee e progetti, e oggi lavoriamo insieme per offrire il meglio ai nostri allievi.

Tantissimi altri insegnanti fanno parte dello staff. Cosa possono trovare quindi i ragazzi che vengono a studiare da voi?

Sicuramente trovano un ambiente professionale e stimolante, con un’ampia varietà di corsi che coprono diversi stili di danza. Il nostro staff è composto da insegnanti qualificati e con grande esperienza nel mondo della danza, ognuno con la propria specializzazione, pronti a guidare gli allievi nel loro percorso.

Oltre alle lezioni regolari, infatti, offriamo workshop, stage e incontri con coreografi di fama internazionale, che permettono ai nostri studenti di arricchire la loro formazione.

Daniele Vannelli

Quindi durante l’anno gli allievi hanno la possibilità di interfacciarsi con altri maestri e di essere indirizzati verso studi per diventare professionisti…

Assolutamente sì. Crediamo molto nell’importanza di offrire agli allievi esperienze che vadano oltre la semplice lezione in sala. Organizziamo stage con artisti di chiara fama e partecipiamo a concorsi nazionali e internazionali.

Inoltre indirizziamo gli allievi verso percorsi formativi che li possano portare a diventare professionisti. Il nostro obiettivo è quello di prepararli al meglio per il mondo del lavoro e io per primo credo molto in questo approccio.

Di solito ogni scuola ha le sue peculiarità, qualcosa che la contraddistingue dalle altre. Quali sono le vostre? Qual è quella caratteristica che “cattura” gli allievi e gli fa dire “Io voglio studiare qui”?

La nostra scuola si distingue senza dubbio per l’attenzione alla qualità dell’insegnamento, con uno staff composto da maestri che lavorano nel mondo dello spettacolo da anni.

Portando in sala tutta la loro esperienza e professionalità, i nostri allievi imparano la disciplina, il rigore e la correttezza, tutte cose fondamentali per entrare a far parte del mondo della danza

Se qualcuno volesse venire a conoscervi, dove può trovarvi?

La nostra scuola si trova a Roma, in via Vigna Rigacci 25. Inoltre potete trovarci anche su Instagram tramite il profilo “honeydancestudio_academy”. 

Prima di salutarci, che consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere la strada del professionismo?

Sicuramente quello di viaggiare, esplorare e studiare all’estero. Immergetevi in diverse culture, lasciatevi ispirare da stili nuovi e insegnanti da ogni parte del mondo. L’esperienza all’estero arricchisce non solo la vostra tecnica, ma anche la vostra visione artistica.

Tuttavia, non perdete mai di vista le vostre radici. L’italianità è un valore inestimabile, una qualità che ci rende unici nel panorama internazionale. La nostra passione, la nostra creatività e il nostro senso innato per la bellezza sono elementi che devono sempre accompagnarvi, ovunque andiate. Portate l’Italia con voi, perché ciò che siamo ci distingue e ci dà forza.

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