“Danza in Spiritu Venti”: la nuova opera di Francesco Posa con le allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro

Danza in Spiritu Venti

Quando il movimento diventa esperienza interiore, nasce un’opera come Danza in Spiritu Venti, progetto con cui il Maestro Francesco Posa prosegue la sua ricerca sulla relazione tra gesto e immagine. Coinvolgendo questa volta le giovani allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro di Milano, guidate da Monica Cagnani, la coreografia prende vita all’interno del Teatro Belloni di Barlassina, un luogo raccolto e suggestivo, in cui il movimento sembra amplificarsi nel silenzio dell’architettura.

L’opera di videodanza, realizzata con la regia di Filippo Cerra, nasce e si sviluppa come parte integrante del processo creativo di Posa e si configura come tappa importante dell’evoluzione del suo linguaggio coreografico, dove l’intera costruzione si fonda sul costante dialogo tra formazione, sensibilità artistica e percezione visiva.

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Un titolo che racchiude una visione

La natura profonda del progetto trova già nel titolo la sua prima rivelazione. Lo “Spiritu Venti” infattiappare come un’immagine poetica che custodisce la chiave interpretativa del lavoro.

«Il titolo nasce dal desiderio di evocare un movimento che non sia solo fisico, ma anche interiore. – racconta Posa – “Spiritu Venti” unisce il respiro dello spirito e la forza del vento: due dimensioni che si intrecciano e si rigenerano a vicenda».

Ciò che per molti potrebbe essere un riferimento metaforico, nella creazione diventa invece struttura profonda: una tensione tra impulso vitale e sospensione, tra ciò che spinge e ciò che trattiene. È una danza che non racconta una trama, ma un’esperienza di trasformazione continua.

La coreografia: un flusso che si rigenera senza sosta

Ed è proprio in questo spazio di metamorfosi che la coreografia prende forma. Otto giovani interpreti si dispongono sul palco con le spalle alla platea, suggerendo un ordine che subito si dissolve nella continuità del gesto. Le ragazze sembrano muoversi tra linee rette e curve, tra cerchi e diagonali, ma è l’espansione nello spazio, come un’onda, a costituire il vero centro del movimento.

«Abbiamo lavorato su dinamiche circolari e fluide, – osserva il coreografo – cercando un ritmo che non si esaurisse mai ma si rinnovasse costantemente. I corpi delle danzatrici diventano onde, spirali, respiri che si rincorrono».

Danza in Spiritu Venti
“Danza in Spiritu Venti”: la nuova opera di Francesco Posa con le allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro

Alcune entrano, altre escono, ma il movimento sembra sempre emergere da un impulso interiore, come se l’energia originasse da un punto silenzioso e si propagasse lentamente. La solidità della tecnica classica diventa quindi il terreno da cui germoglia questa fluidità: nessuna posa è mai definitiva, tutto è transitorio e si muove verso una forma nuova. In questo senso, Posa sottolinea una cifra stilistica che da anni caratterizza il suo lavoro:

«Credo emerga con chiarezza il mio interesse per la continuità del gesto, per la trasformazione costante e per la connessione tra energia interna e forma esterna. In questo lavoro, la linea e la fluidità prevalgono sulla costruzione geometrica».

Rispetto a creazioni precedenti, infatti, spesso più legate a elementi narrativi o simbolici, Danza in Spiritu Venti introduce una dimensione più meditativa e corale. È uno spazio di ascolto, una danza che “respira con la natura e con il tempo”, come lo stesso coreografo osserva.

Questo percorso trova riscontro anche negli occhi di chi osserva da fuori, come conferma Anna Maria Prina, storica direttrice della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala e voce di assoluto riferimento nel panorama della danza italiana, che sottolinea come Posa abbia saputo affinare nel tempo il suo linguaggio coreografico, costruendo lavori sempre più coerenti e completi.

«Ho trovato la coreografia molto elegante, garbata e ben ideata. Tutto rivela la grande sensibilità di Francesco, che ha un gusto raffinato, una fantasia sempre misurata e un modo di creare che oggi non è così scontato. Sa calibrare il lavoro sugli allievi senza farli “strafare”, scegliendo passi che li valorizzano senza metterli in difficoltà. Per me è un artista con una dote autentica e anno dopo anno lo vedo crescere sempre di più».

Danza in Spiritu Venti
“Danza in Spiritu Venti”: la nuova opera di Francesco Posa con le allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro

La musica come bussola emotiva

All’interno di tutto il processo creativo, una parte significativa del lavoro nasce dall’ascolto del brano Times di Roberto Cacciapaglia, che è riuscito a guidare la danza dall’interno, risuonando insieme al gesto coreografico.

«La musica di Cacciapaglia è stata la nostra bussola emotiva. – aggiunge il coreografo – Possiede una pulsazione interiore, un respiro che si espande e si contrae, e da lì è nata la struttura del movimento».

Qui la musica non determina il passo, ma ne suggerisce la qualità. Non impone un ritmo, ma un’attitudine e ne risulta una danza che sembra generarsi da un dialogo segreto tra suono e corpo, dove i silenzi diventano parte integrante del movimento.

Un progetto condiviso: l’incontro con Monica Cagnani

Ed è su questo terreno – quello dell’ascolto e della percezione profonda – che si inserisce il ruolo fondamentale di Monica Cagnani, direttrice del Teatro Oscar DanzaTeatro, che ha accolto con convinzione l’idea di collaborare alla realizzazione dell’opera.

«La cosa che più mi ha colpito di Francesco è la determinazione con la quale porta avanti i suoi progetti. – racconta la Direttrice, affermando di apprezzare anche la cifra stilistica del coreografo – Mi piace il suo modo di rendere contemporanea la tecnica accademica, senza leziosità e con movimenti fluidi ed efficaci».

Ma non è stato soltanto lo stile a conquistare la stima di Monica Cagnani, quanto la cura con cui guida le allieve, plasmando la coreografia sulle caratteristiche di ciascuna e sul loro linguaggio personale.

«La qualità di un coreografo si percepisce anche da questo: saper valorizzare ogni peculiarità del danzatore, senza opprimerlo o inscatolarlo in forme preconfezionate».

Questa attenzione ha permesso alle giovani ballerine di vivere l’esperienza non solo come esercizio tecnico, ma come incontro con un modo diverso di percepirsi e di abitare la scena.

Danza in Spiritu Venti
“Danza in Spiritu Venti”: la nuova opera di Francesco Posa con le allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro

Crescita, ascolto, trasformazione: l’eredità del progetto

Oltre all’impatto estetico, però, Danza in Spiritu Venti ha rappresentato per loro un’esperienza formativa di grande valore. La stessa Cagnani, infatti, parlando della missione educativa dell’istituto, sottolinea:

«Da sempre cerco di offrire alle allieve esperienze con coreografi esterni per far sperimentare il lavoro di compagnia. Il processo di apprendimento richiede un saper fare, un saper creare, ma anche un saper incontrare: entrare in contatto con la cultura dell’arte attraverso nuove tecniche ed espressioni».

In questo senso, la creazione con Posa ha offerto alle danzatrici l’occasione di lavorare in un contesto professionale, misurandosi con un metodo che privilegia sensibilità, cura del dettaglio e capacità di trasformare la tecnica in pratica espressiva.

La videodanza come amplificazione del gesto

In un progetto di videodanza, però, questa ricerca trova un ulteriore compimento nell’immagine, che emerge come elemento centrale, un linguaggio primario in dialogo con le interpreti e con il pubblico. Ed è proprio qui che la regia di Filippo Cerra contribuisce a creare una dimensione più intima e vicina, quasi “respirata”.

«La lente della videocamera ha permesso di cogliere dettagli, sguardi e respiri che sul palco rischiano di perdersi. – racconta Posa – Credo che il linguaggio visivo non abbia sostituito la danza, ma l’abbia amplificata, restituendole una nuova forma di libertà».

Una dimensione che non si limita a catturare il gesto, ma lo dilata in un’esperienza più completa e sensoriale, che apre la strada a momenti inattesi che sul palco germogliano spontanei.

«Ad un certo punto, un raggio di luce ha attraversato la scena proprio mentre le danzatrici ruotavano in silenzio. È stato un attimo sospeso, come se vento, luce e corpo si fossero fusi in un unico respiro».

Un frammento di tempo che racchiude l’essenza del progetto: l’incontro tra l’imprevisto e la purezza del movimento, in perfetta sintonia con la poetica della creazione.

Danza in Spiritu Venti
“Danza in Spiritu Venti”: la nuova opera di Francesco Posa con le allieve del Teatro Oscar DanzaTeatro

Una danza che resta

Danza in Spiritu Venti non è un lavoro che si esaurisce nella visione: è un’esperienza che continua a risuonare nelle interpreti, che vi hanno trovato un’occasione di crescita; nella direzione, che ha consolidato un percorso educativo mirato all’apertura e alla scoperta; nel coreografo, che aggiunge un nuovo tassello al suo cammino artistico. E nel pubblico, che ha la possibilità di ammirare una danza che non chiede soltanto di essere guardata, ma di essere attraversata. E respirata.

Guarda le altre opere di Francesco Posa qui: https://www.youtube.com/@FrancescoPosaChoreographer

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