Nelle pagine de L’ultima Giselle – Cronaca di un delitto in scena, il nostro romanzo in uscita il 6 ottobre, DANZA&Balletto Magazine entra nella finzione e si ritrova a raccontare, per primo, un omicidio a teatro. E allora, chi meglio dell’autrice può svelare cosa si cela dietro questa incursione nel crimine? Ecco un’autointervista (quasi) seria per scoprire come la cronaca si è trasformata in un giallo.
A tu per tu con l’autrice (e direttrice di DANZA&Balletto Magazine)
Redazione: Cominciamo dal principio. In quale momento hai capito che la realtà di un balletto di repertorio potesse diventare protagonista della finzione di un romanzo?
Autrice: È successo parecchio tempo fa, mentre guardavo l’ennesima replica di Giselle in DVD. Ero talmente immersa nell’intensità della fine del primo atto che mi sono detta: «Questa scena sembra vera». E subito dopo ho pensato: «E se lo fosse davvero?». Una domanda assurda, certo, ma da lì è partita tutta la storia. Poi è rimasta a sedimentare per anni, finché non è arrivato il momento di scriverla.
Redazione: E per raccontarla hai utilizzato un magazine reale, il tuo. Perché?
Autrice: Per una combinazione di realismo e di un pizzico di malizia narrativa. Quando si scrive un giallo, l’ambientazione deve essere impeccabile. Potevo inventarmi una testata di fantasia, certo, ma perché farlo quando avevo già una realtà pronta, credibile e già conosciuta dai lettori? Usare DANZA&Balletto Magazine è stato un modo per creare un cortocircuito immediato tra quello che faccio ogni giorno e la finzione del libro.
Redazione: Quanto c’è della tua vera routine giornalistica nella vita della protagonista, Elena Moretti?
Autrice: Tutto ciò che precede la tragedia: la routine dell’accredito stampa, l’atmosfera carica nel foyer prima dello spettacolo, quel pizzico di timore reverenziale verso le firme più esperte del settore e lo sguardo attento su ogni dettaglio del balletto. Quella è pura realtà.
Redazione: E la finzione, dove comincia?
Autrice: Esattamente un secondo dopo il delitto. Elena ha una testardaggine e un’incoscienza che vanno decisamente oltre la deontologia professionale: va a curiosare nei camerini, affronta un commissario di polizia e si mette a fare domande a chiunque. Se la protagonista fossi stata io, il romanzo non sarebbe neanche cominciato: a fine primo atto sarei semplicemente tornata a casa per evitare guai. Elena, invece, decide di andarseli a cercare.
Redazione: L’ambientazione è il Teatro Orfeo di Roma, un luogo chiaramente immaginario. Riconosceremo, però, qualche luogo reale?
Autrice: In realtà, per l’atmosfera, il foyer e le poltrone mi sono lasciata ispirare dal Teatro dell’Opera di Roma, il luogo che frequento più spesso per scrivere le recensioni del magazine. Allo stesso tempo, però, era imprescindibile che il teatro di ambientazione, l’Orfeo, fosse del tutto fittizio, esattamente come tutti gli eventi, la compagnia e i ballerini coinvolti.
Redazione: Nel romanzo compaiono diversi articoli firmati da Elena per DANZA&Balletto Magazine. Sono tutti frutto della fantasia?
Autrice: Sì. Sono tutti scritti per accompagnare la storia, anche se naturalmente cercano di mantenere lo stile e il taglio del vero DANZA&Balletto Magazine. Tutto il resto appartiene al romanzo, comprese le altre testate citate, con i loro nomi, i loro articoli e i loro giornalisti.
Redazione: Giselle funge da motore della vicenda. Ma quanto sarà importante poi per la storia?
Autrice: Importantissima. In alcuni passaggi, la storia del balletto dialoga direttamente con ciò che accade nel romanzo. Ma questo potrete scoprire solo leggendolo…

