Giselle: il balletto romantico tra sogno e realtà

L'ultima Giselle

Considerato uno dei balletti più noti del panorama classico, Giselle è un’opera che, insieme a La Sylphide, funge da reggilibro di un intero periodo artistico. Messa in scena per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1841, entrambe nascono dall’intuizione e dalla passione di figure emblematiche del Romanticismo. Giselle in particolare è stata plasmata dallo spirito visionario e dalla fascinazione per il soprannaturale del poeta e scrittore Théophile Gautier.

Gautier era anche un appassionato di danza e considerava quest’arte come un luogo privilegiato per esprimere il desiderio poetico e il mistero dell’immaginazione. I suoi scritti, il suo abbigliamento e il suo interesse per il mondo ultraterreno riflettevano una ricerca continua di bellezza e mistero. Come affermava la figlia infatti, Gautier si percepiva come un uomo “circondato da forze e correnti misteriose”.

ISCRIVITI SUBITO ALLA NOSTRA

NEWSLETTER

Tutte le novità, le storie e gli approfondimenti sulla danza, direttamente nella tua mail.

*Con l’iscrizione alla newsletter accetto i termini dell’Informativa sulla privacy.

L’idea di Giselle

In questa atmosfera affascinata dal sublime, Gautier ebbe una forte amicizia con Heinrich Heine, il quale influenzò profondamente la sua concezione dell’arte, portandolo a esplorare temi come l’amore impossibile, la morte e la follia. L’idea per Giselle nacque, infatti, dalla lettura del poema “Fantômes” di Victor Hugo, che raccontava di una giovane ballerina che danzava fino alla morte.

Ma a ciò Gautier unì l’immagine evocata da Heine delle Villi: spettri di ragazze morte prematuramente che danzano nelle notti di luna piena per vendicarsi degli uomini. Questi spiriti femminili, incantevoli e mortali, divennero il cuore pulsante di Giselle, opera che Gautier concepì come un tributo al Romanticismo.

La musica di Adolphe Adam e la scenografia di Ciceri diedero forma a un mondo etereo e inquietante, mentre le coreografie furono firmate da Jean Coralli, affiancato dal giovane Jules Perrot. Quest’ultimo, un ex ginnasta e clown che si era formato come danzatore, ebbe un ruolo fondamentale nell’elaborazione delle danze di Giselle, in particolare per quelle del ruolo principale, per cui ideò ideato tutta la coreografia.

Giselle
Carlotta Grisi, la prima interprete di Giselle

Carlotta Grisi e il Corpo di Giselle

La figura che incarnò perfettamente il ruolo di Giselle fu Carlotta Grisi, una giovane ballerina italiana che, grazie al suo talento e alla sua fisicità luminosa, catturò l’attenzione di Perrot. Carlotta, nata in un piccolo paese dell’Istria, possedeva una grazia che ricordava la celebre Maria Taglioni, ma con una tecnica più atletica e muscolare. Insieme a Perrot, che divenne suo maestro, partner e amante, Grisi si esibì in tutta Europa e quando arrivò a Parigi, divenne la star indiscussa di Giselle, interpretando il ruolo che Gautier aveva concepito come l’emblema della danza romantica.

Il balletto si sviluppa in due atti distinti, il primo dei quali si svolge in una cittadina medievale tedesca, dove Giselle, una giovane contadina, si innamora di Albrecht, un duca che si finge contadino per corteggiarla. Quando Giselle scopre che Albrecht è già promesso a un’altra donna, la sua reazione è devastante: il dolore e il tradimento la spingono alla pazzia e la giovane, nell’apice della disperazione, muore. Questo primo atto è l’espressione più concreta e realistica della drammaticità romantica, un racconto di amore, tradimento e follia, che culmina nella morte di Giselle.

Il secondo atto, tuttavia, è un viaggio tra il mondo dei vivi e quello dei morti. Giselle emerge dalla sua tomba come un’apparizione eterea e il suo spirito si unisce alle Villi, spiriti di giovani donne morte prematuramente. In un paesaggio notturno e gelido, ricoperto di giunchi e canne, le Villi danzano per punire gli uomini che, come Albrecht, hanno tradito l’amore. Il finale tragico si sviluppa tra la danza spettrale di Giselle e l’intervento di Albrecht, che, pur cercando di salvarsi, finisce per essere vinto dalle forze soprannaturali. Solo grazie alla fedeltà di Giselle, il suo spirito riesce a proteggere Albrecht dalla morte certa.

Giselle
Marianela Nuñez in Giselle, Royal Opera House 2018 – Foto: Helen Maybanks

Il Balletto Romantico e l’Eredità di Giselle

Il balletto romantico, rappresentato in Giselle, segna un profondo cambiamento nel panorama della danza. Se prima il balletto era dominato da temi aristocratici, di virtuosismo e di potere, ora si sposta completamente sulla figura femminile, esplorando mondi interiori, sogni e immaginazione. Il corpo della ballerina diventa il veicolo per esprimere emozioni complesse, desideri e visioni e il balletto si fa poesia visiva.

Giselle non è solo una tragedia in senso classico, ma una sorta di sogno danzato, un’esperienza spirituale che trascende il reale. La ballerina, pur essendo al centro della scena, non è più una figura teatrale o narrativa, ma un simbolo del mistero e della bellezza del Romanticismo. L’idea di danza, che cattura l’evanescenza di un ricordo o di un pensiero fugace, è una delle principali innovazioni dei romantici francesi, che hanno reinventato il balletto come lo conosciamo oggi.

Anche la figura di Carlotta Grisi si inserisce in questo nuovo ideale della danza romantica. La sua interpretazione di Giselle ha lasciato un’impronta indelebile nella storia del balletto, diventando simbolo di una bellezza fragile e potente, capace di evocare emozioni universali. Nonostante i suoi successi, tuttavia, Grisi visse una vita complessa e travagliata, segnata da una relazione appassionata con Perrot, ma anche da un matrimonio con un nobile polacco.

In realtà anche Gautier iniziò a nutrire per lei un amore ideale, tanto da ispirare altre opere come il balletto La Péri e numerose poesie (ma alla fine ripiegò sulla sorella della Grisi, Ernesta, dalla quale ebbe due figli).

Giselle e La Sylphide, quindi, non sono solo balletti: sono le espressioni di un’intera epoca che ha saputo far emergere la danza come strumento di esplorazione emotiva e spirituale. La figura della ballerina, ora icona romantica, è al centro di un cambiamento epocale che segna la nascita del balletto moderno, dove la tecnica e l’espressione personale diventano protagoniste di una narrazione che, pur non essendo sempre legata alla realtà, è capace di toccare il cuore e l’immaginazione del pubblico.

English National Ballet, Giselle, London Coliseum
Le Silfidi in Giselle, English National Ballet, London Coliseum – Foto: ASH

Fonte

J. Homans, Gli angeli di Apollo – Storia del balletto, EDT, Torino 2014

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *