Giselle torna alla Scala: il balletto romantico per eccellenza riaccende la scena milanese

Giselle, Teatro alla Scala

Dal 1° al 23 ottobre 2026 il Teatro alla Scala torna a immergersi nell’atmosfera sospesa di Giselle, uno dei titoli fondamentali del repertorio romantico e una delle produzioni più profondamente legate alla storia del Corpo di Ballo scaligero.

Dieci rappresentazioni porteranno nuovamente sul palcoscenico milanese la coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot, nella storica ripresa firmata da Yvette Chauviré, con la musica di Adolphe Adam e il tradizionale allestimento scenico e costumistico di Aleksandr Benois, rielaborato da Angelo Sala e Cinzia Rosselli. Sul podio dell’Orchestra del Teatro alla Scala sarà Mikhail Agrest, al debutto alla Scala con questo balletto.

Una Giselle che appartiene alla storia della Scala

Presentare oggi Giselle alla Scala significa confrontarsi con una tradizione che ha attraversato generazioni di interpreti. La versione di Yvette Chauviré arrivò per la prima volta alla Scala nel 1950 e vide la stessa grande ballerina francese protagonista nel ruolo di Giselle. Il Teatro considera questa ripresa parte del proprio patrimonio artistico: il balletto è stato infatti portato in scena dagli artisti scaligeri anche in numerose tournée internazionali.

La scelta di riproporre la versione storica di Coralli-Perrot non rappresenta dunque soltanto un ritorno al repertorio. È anche un’occasione per mantenere vivo un determinato modo di intendere il balletto romantico, fondato sul rapporto tra tecnica accademica, musicalità e interpretazione. È una tradizione che il Corpo di Ballo della Scala continua a trasmettere anche attraverso il confronto tra interpreti di diversa esperienza e nuove generazioni di danzatori.

Il fascino della produzione risiede anche nell’impianto visivo. Le scene e i costumi originali di Aleksandr Benois, rielaborati da Angelo Sala e Cinzia Rosselli, accompagnano il passaggio dal mondo terreno del primo atto alla dimensione notturna e soprannaturale del secondo. Il contrasto fra questi due universi è uno degli elementi strutturali che hanno contribuito a rendere Giselle uno dei simboli del balletto romantico.

Giselle, Teatro alla Scala
Giselle, Teatro alla Scala – Ph: Brescia e Amisano

Cinque coppie per il ruolo di Giselle e Albrecht

Ad aprire le recite saranno Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko, protagonisti il 1° e il 9 ottobre. Manni, étoile del Teatro alla Scala, torna così a confrontarsi con il ruolo di Giselle, mentre Andrijashenko interpreterà Albrecht. Il 5 e il 17 ottobre sarà la volta di Martina Arduino e Mattia Semperboni, con Semperboni al debutto nel ruolo di Albrecht.

Il 7 e il 22 ottobre debutteranno insieme nei ruoli principali Virna Toppi e Nicola Del Freo. Il 13 e il 19 ottobre saranno in scena, invece, Vittoria Valerio e Claudio Coviello. A completare la successione di coppie protagoniste, il 21 e il 23 ottobre arriveranno Alice Mariani e Navrin Turnbull, entrambi al debutto nei rispettivi ruoli di Giselle e Albrecht.

Accanto ai protagonisti, nei ruoli di Myrtha, regina delle Willi, vedremo alternarsi Maria Celeste Losa, Caterina Bianchi, Martina Valentini e Chiara Ferrara; Hilarion, invece, il contadino che rivela l’inganno di Albrecht a Giselle, sarà interpretato da Marco Agostino e Christian Fagetti.

Dalle feste contadine al regno delle Willi

La trama di Giselle resta costruita attorno ai grandi temi del balletto romantico: amore, tradimento, morte e redenzione. Giselle è una giovane contadina innamorata di Albrecht, che le nasconde la propria identità aristocratica. La scoperta dell’inganno conduce alla tragedia e apre, nel secondo atto, alla dimensione soprannaturale delle Willi, gli spiriti delle giovani donne morte prima delle nozze.

È proprio il secondo atto, con il suo celebre universo notturno e quasi immateriale, a costituire una delle immagini più riconoscibili della tradizione ballettistica ottocentesca. Il bianco delle Willi, la leggerezza delle danzatrici e la tensione fra bellezza e minaccia costruiscono una dimensione nella quale il gesto sembra progressivamente allontanarsi dalla realtà quotidiana.

Giselle, Teatro alla Scala
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in Giselle, Teatro alla Scala – Ph: Brescia e Amisano

Mikhail Agrest sul podio

La componente musicale sarà affidata all’Orchestra del Teatro alla Scala sotto la direzione di Mikhail Agrest. Per il direttore si tratta del debutto alla Scala con il balletto. La sua carriera internazionale comprende esperienze sia nel repertorio operistico sia in quello sinfonico e coreutico, con collaborazioni citate dalla Scala e dalle fonti di settore con importanti compagnie, fra cui Royal Ballet, Bayerisches Staatsballett, New York City Ballet, San Francisco Ballet, Ballett Zürich e Stuttgart Ballet. Note di Danza on air

La partitura di Adolphe Adam rimane uno degli elementi essenziali dell’identità di Giselle. Scritta per la creazione parigina del 1841, accompagna il balletto nelle sue diverse atmosfere, dalla vivacità delle scene contadine alla dimensione rarefatta del secondo atto.

Un ritorno accompagnato da momenti di approfondimento

L’attesa per la nuova serie di rappresentazioni è stata accompagnata anche da iniziative dedicate alla conoscenza del titolo. Il 23 settembre il Teatro alla Scala ha proposto l’appuntamento gratuito “Prima delle prime – Giselle”, con Vito Lentini e un intervento dal titolo Velate evocazioni au clair de lune.

Sono inoltre previste iniziative rivolte a pubblici diversi, comprese attività dedicate agli Under 30 e agli spettatori più giovani e anziani, oltre a specifiche iniziative di accessibilità. Una prova aperta di Giselle è stata inoltre annunciata per il 25 settembre nell’ambito della collaborazione fra Teatro alla Scala e Intesa Sanpaolo.

La ripresa arriva quattro anni dopo l’ultima serie di rappresentazioni scaligere del titolo e proprio il confronto con il repertorio storico assume un significato particolare guardando anche al futuro: nella stagione 2026/2027 la Scala presenterà infatti una seconda, radicalmente diversa Giselle, quella di Akram Khan, creata nel 2016 per l’English National Ballet e ora destinata al Corpo di Ballo scaligero.

Saranno dunque due modi molto differenti di attraversare la stessa storia: da una parte la continuità della tradizione Coralli-Perrot nella ripresa di Chauviré, dall’altra la rilettura contemporanea di Khan. Dal 1° ottobre, sul palcoscenico milanese, il mondo di Giselle tornerà così a dividersi fra la festa e il lutto, la vita e la morte, la realtà e il soprannaturale: una storia ottocentesca che, attraverso la tecnica e la sensibilità degli interpreti, continua a essere parte viva del repertorio della Scala.

Per maggiori informazioni LEGGI QUI.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *