Il Lago dei Cigni al Filarmonico di Verona: un grande ritorno e un appello alla tradizione

Il Lago dei Cigni

Articolo a cura di Eugenia Trivioli

Il 13 dicembre 2024, il Filarmonico di Verona ha ospitato una prova generale, cui seguiranno sette recite, che ha segnato l’atteso ritorno del balletto classico nell’eterna città di Giulietta, dopo ben otto anni di assenza. E quale migliore occasione di portare in scena il più celebre e amato titolo del repertorio classico, Il Lago dei Cigni?

Il capolavoro di Tchaikovsky ha incantato il pubblico veronese, riportando in scena una produzione che, pur rispettando le radici della tradizione, ha saputo rinnovarsi con freschezza e originalità, dimostrando come il balletto classico sappia ancora parlare alle nuove generazioni.

La meravigliosa partitura di Tchaikovsky ha accompagnato lo spettacolo, evocando l’atmosfera magica, ma drammatica, del balletto. Le celebri melodie, eseguite con travolgente passione dall’Orchestra dell’Arena di Verona, sotto la direzione di Vallo Pähn, hanno aiutato il pubblico ad immergersi nella storia, rendendo “Il Lago dei Cigni” un’esperienza coinvolgente e un capolavoro senza tempo.

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Il balletto classico riscoperto con innovazione e tradizione

Questa nuova produzione, coreografata da Evgenij Polyakov e ripresa da Enrica Pontesilli, si distingue per il maggior rilievo dato alla figura di Rothbart, non più mago ma tutore del giovane Principe Siegfried: egli lo manipola al punto da renderlo vittima dell’inganno che lo porterà tra le braccia della perfida Odile.

La figura del malvagio non è mai stata così centrale: per lui è stata creata una coreografia più “contemporanea”, straniante rispetto allo stile classico, ma che dà un tocco di modernità suggestivo e al tempo stesso interessante ed innovativo.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in Il Lago dei Cigni, Teatro alla Scala – Ph: Brescia e Amisano

I protagonisti de “Il Lago dei Cigni”

Nel ruolo di Odette e Odile, Nicoletta Manni ha offerto una performance che ha saputo incarnare magistralmente i contrasti tra le due figure. Nel secondo atto, la sua danza, eterea e leggera, caratterizzata da movimenti morbidi e delicati delle braccia, ha reso perfettamente la natura innocente e malinconica di Odette.

Per Odile si è trasformata invece in un personaggio seducente, provocante e pieno di energia. Una figura astuta, maliziosa, che richiede un’elevata capacità tecnica, qui perfettamente raggiunta ed esaltata grazie agli innumerevoli equilibri e alla perfezione dei passaggi eseguiti. 

Timofej Andrijashenko, nel ruolo del Principe Siegfried, ha portato sul palco un personaggio di grande nobiltà ed eleganza. La sua interpretazione ha mostrato non solo il coraggio e la nobiltà del giovane principe, ma anche la sua vulnerabilità emotiva, costretto ad affrontare il tradimento ed il rimorso.

La sua danza è caratterizzata da una tecnica impeccabile, in particolare nei magnifici grand jeté e nei momenti di partnering con la Manni, che hanno esaltato la coreografia e dato profondità al personaggio.

Nel ruolo di Rothbart, Alessandro Macario ha dato vita ad un personaggio tanto astuto quanto malvagio, senza mai cadere nel caricaturale. Simpatico e divertente il giullare, bravi anche i ballerini del pas de trois del primo atto e tutto il corpo di ballo dell’Arena.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in Il Lago dei Cigni, Teatro alla Scala – Ph: Brescia e Amisano

Una Allestimento straordinario

Originale e assolutamente appropriata la scelta scenografica di Michele Olcese, che ha ideato un allestimento ispirato a Verona e ai suoi luoghi più celebri, facendo particolare riferimento a Giardino Giusti e alla rocca di Malcesine. I costumi, firmati Francesco Morabito, sono perfettamente calzanti con lo stile sfarzoso del Teatro Filarmonico.

Il ritorno del balletto classico nella tradizione italiana

Questa produzione non è solo un evento teatrale, ma un importante momento di rivalutazione del balletto classico in Italia. Verona ha dimostrato come anche teatri non strettamente legati alla tradizione della danza possano essere luoghi ideali per far rivivere il balletto. Il pubblico, giovane ed emozionato, ha accolto con entusiasmo questa iniziativa, che si spera possa essere solo l’inizio di una serie di allestimenti in altre città italiane.

La danza classica, con la sua eleganza, perfezione tecnica ed espressività, è una forma d’arte che merita di essere sostenuta, valorizzata e riportata nei teatri di tutto il paese. Con questa produzione, Verona ha lanciato un segnale chiaro: è tempo di ridare al balletto il posto che gli spetta in Italia, patria di alcuni dei padri fondatori della danza.

Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko
Nicoletta Manni e Timofej Andrijashenko in Il Lago dei Cigni, Teatro alla Scala – Ph: Brescia e Amisano

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