Articolo realizzato in collaborazione con Tiziana Alia
Il momento di indossare le scarpette da punta è uno dei più attesi ed emozionanti per le ballerine che studiano danza classica, ma allo stesso tempo uno dei più impegnativi e sfidanti. Cominciare a lavorare sulle punte richiede infatti una preparazione fisica adeguata e una particolare attenzione alla salute del corpo e, se eseguito troppo presto o in modo non corretto, può comportare seri rischi.
Ecco quindi una mini-guida dedicata a genitori, allievi e insegnanti, in cui esploreremo le condizioni necessarie, i passaggi graduali e le precauzioni da prendere per affrontare questo lavoro con successo e senza danni.
Quando iniziare?
Il lavoro sulle punte è una parte molto delicata e fondamentale nel percorso di studi della tecnica della danza classica e per questo è sconsigliato sotto i 10 anni di età, in quanto il piede non è ancora maturo ed è maggiormente suscettibile ad eventuali danni. A questa età infatti l’ossatura del piede, come del resto del corpo, si avvia alla forma adulta, mentre la muscolatura ha raggiunto uno stadio adeguato per sopportare gli sforzi che questo lavoro comporta.
L’età giusta per iniziare lo studio delle punte è quindi indicativamente tra i 10 e 12 anni e dipende soprattutto da quante ore si studia a settimana, dalla corretta impostazione del bacino (centro di controllo del ballerino) e dalla conoscenza anatomica dell’insegnante, che dovrà avvicinare al lavoro in punta solo quegli allievi che presentino un’intelligenza muscolare già raggiunta per quel tipo di lavoro.

Lavoro sulle punte: le condizioni essenziali
Esistono quindi delle condizioni importantissime affinché lo studio venga svolto correttamente:
- La ballerina deve possedere un tronco stabile e forte
- Deve sapere controllare e mantenere il corretto aplomb a livello dell’arto inferiore
- Deve saper eseguire correttamente i fondamentali tecnici in mezza punta e possedere un buon en dehors
Lo studio delle punte deve essere inserito gradualmente all’interno della lezione, che a quell’età dovrebbe essere di circa 90 minuti, tenendo presente di studiare classico almeno 3 ore a settimana. Si può cominciare quindi con mezz’ora, per poi passare a 45 minuti e poi a un’ora, fino a quando la lezione sarà effettuata singolarmente in aggiunta al lavoro settimanale.
Prevenzione degli infortuni
Per una ballerina, iniziare a mettere le punte è un momento tanto atteso quanto temuto. Spesso infatti, quando non si lavora in modo corretto, gli infortuni più o meno gravi sono dietro l’angolo. Per prevenirli è fondamentale un buon lavoro muscolare e propriocettivo, con una particolare attenzione rivolta al lavoro del piede e della caviglia.
Un’allieva che si accinge ad indossare per la prima volta le punte quindi, deve padroneggiare tecniche di base come il pliè e deve essere in grado di mantenersi in equilibrio sulle mezze in relevè senza grosse difficoltà.
L’uso delle punte può influire negativamente sulla crescita e sulla salute delle allieve, quindi è molto importante non badare a spese quando si acquistano le scarpette, dato che sono composte da diverse parti studiate apposta per soddisfare specifiche esigenze che variano da piede a piede, prestando attenzione alla suola, alla mascherina, al puntale e alla pianta.

La scelta della scarpetta giusta
I genitori delle allieve che acquistano il primo paio di scarpe da punta devono necessariamente affidarsi all’insegnante, che dovrebbe saperli indirizzare verso il tipo di scarpa più adatta alle caratteristiche del piede della ballerina. Inoltre, l’acquisto deve avvenire in un negozio di articoli per la danza dove lo staff sia preparato e segua il cliente durante l’acquisto, valutando attentamente i requisiti fisici.
Partendo da qui si può dire che, in generale, una punta con mascherina alta andrebbe usata nei piedi molto dotati e con dita lunghe, mentre punte con mascherine più basse si useranno nei piedi con dita corte o con scarso collo del piede. È opportuno, soprattutto all’inizio, scegliere suole rigide per piedi imperlassi/iperflessibili e suole più deformabili per piedi più rigidi.
La larghezza del puntale invece deve essere scelta in relazione alla forma del piede: quelli con l’avampiede largo infatti non possono calzare punte con puntale stretto, perché questo provocherebbe l’accavallamento delle dita e la comparsa di dolori, crampi e callosità. È quindi consigliato un puntale largo per piedi con pianta larga e puntali stretti per piedi con pianta stretta.
Attenzione: non è assolutamente detto che il tipo di scarpa con cui iniziamo il nostro lavoro sulle punte sia sempre lo stesso negli anni, perché così come cambia il nostro corpo e avanza la nostra tecnica, anche le necessità dell’attrezzatura cambia. Per questo motivo è importantissimo sapersi ascoltare durante la lezione e valutare di volta in volta, con le figure professionali di ruolo, eventuali bisogni di cambiamento.

L’importanza del riscaldamento
Altra cosa a cui fare attenzione è il fatto che le scarpe da punta non possono essere calzate subito, ma è indispensabile riscaldare tutto il corpo e nello specifico i piedi e le caviglie con esercizi specifici per le dita e il lavoro di mezza punta.
Importantissimo è il riscaldamento dell’alluce, che da solo può avere almeno 3 esercizi volti a prepararlo ad un lavoro sano, mentre altri esercizi di pari importanza sono quelli dedicati al sostegno dell’arco plantare e della caviglia, entrambi fondamentali ed essenziali per una tecnica corretta ed un lavoro privo di rischi.
La bravura di un maestro sta anche nell’insegnare ai suoi allievi a non avere fretta e ad avere rispetto per il proprio corpo, inserendo questi esercizi all’interno della lezione. In questo modo, essi diventeranno una sana abitudine per gli allievi, che inizieranno ad eseguirli in autonomia anche a casa nel quotidiano, nello spogliatoio o in sala prima di una qualsiasi lezione, soprattutto quella di punte\repertorio.
Molto consigliata è infine la lezione di “sbarra a terra”, che dovrebbe precedere ogni lezione di danza classica, così che gli allievi inizino la classe allineati e mentalmente pronti, permettendo al docente di repertorio\classica di iniziare subito con un lavoro preciso e di alto livello senza avere bisogno di riscaldare ulteriormente le allieve.

Un approccio consapevole per un lavoro sano e sicuro
In sintesi, il lavoro sulle punte è un percorso che richiede pazienza, preparazione e la giusta guida. Solo con un approccio corretto e l’assistenza di insegnanti esperti, le ballerine possono affrontare questo fondamentale passo nella loro formazione senza compromettere la propria salute.
Ascoltare il proprio corpo, scegliere l’attrezzatura giusta e seguire un riscaldamento adeguato sono elementi chiave per una tecnica sicura e performante. Con il tempo, il giusto impegno e rispetto per il proprio corpo, il lavoro sulle punte diventerà una delle esperienze più gratificanti e tecnicamente avanzate della danza classica.

Chi è Tiziana Alia
Classe 1961, Tiziana Alia studia e si diploma in danza classica e repertorio a Torino presso il “Centro Studi Danza” di Susanna Egri. Dopo diverse performance in Europa, si perfeziona alla “Royal Academy of Dance” e alla “Russian Ballet Society”, ottenendo diplomi con il massimo punteggio.
Inizia a dedicarsi alla formazione e alla specializzazione delle giovani leve insegnando in diverse scuole di rilievo, per poi prendere la direzione artistica della “New Dance Academy A.s.d” di Rivarolo Canavese, associazione pluripremiata che vanta diversi danzatori i quali, dopo essere stati accettati in programmi accademici di prestigio, sono tutt’ora professionisti in grandi teatri.

