Il pipistrello, ovvero “come fare di un viveur un marito irreprensibile”

Può uno sposo comportarsi da amante, conquistare donne in ogni dove, e poi tornare placidamente ad “indossare le pantofole”? A questa domanda il coreografo Roland Petit ha risposto con la sua brillante opera “Il Pipistrello”, ovvero “Come fare di un viveur un marito irreprensibile”. Nato nel 1979, il balletto è andato in scena per la prima volta al Teatro dell’Opéra di Monte Carlo con interpreti del calibro di Zizi Jeanmaire, Denis Ganio e Luigi Bonino.

Il pipistrello
Il pipistrello al Teatro dell’Opera di Roma – Ph: Yasuko Kageyama

La storia del balletto

Rappresentato per la prima volta nel 1979 al Teatro dell’Opéra di Monte Carlo, Il pipistrello è un balletto umoristico creato da Roland Petit, liberamente tratto dalla famosa operetta Die Fledermaus (1874) di Johann Strauss figlio.

Messo in scena dagli artisti dei Ballets de Marseille, gli interpreti dell’allestimento originale sono una sfolgorante Zizi Jeanmaire, musa e moglie dello stesso Petit, un aitante Denis Ganio e un luciferino Luigi Bonino. Utilizzando le musiche di Strauss, riorchestrate e adattate da Douglas Gamley, le scene e i costumi sono rispettivamente di Giulio Coltellacci e Franca Squarciapino.

Valzer, can-can, turbine di gonne e volants, – raccontava il coreografo – amore per un marito che di sera si trasforma in pipistrello […]. Questa storia non è molto morale, ma “una volta si può peccare”, e la musica di Strauss fa sognare e, soprattutto danzare”.

L’ispirazione per la realizzazione del balletto nasce nel coreografo dalla travolgente partitura musicale e dall’atmosfera effervescente che si accordano perfettamente con la sua idea di spettacolo.

Inoltre, è il momento in cui la moglie Zizi rientra sul palco dopo un infortunio e lui vuole offrirle subito un nuovo ruolo in scena. Sua insostituibile musa, la ballerina incarna il vero spirito della Parigi dell’epoca ed è conosciuta al pubblico e alla critica per la sua tecnica di gambe, note come “le più belle del balletto”.

Estratto dal II atto de “Il Pipistrello” con Zizi Jeanmaire e Denis Ganio

La coreografia e la trama

Il libretto di Petit non riprende nel dettaglio l’opera di Strauss, anzi ne rivoluziona totalmente l’impianto. Ciò che rimane è lo spirito festoso del valzer viennese, trasportato nella briosa e spumeggiante atmosfera della belle époque.

L’impronta coreografica è classica, con pezzi d’insieme, assoli e pas de deux, ma si fonde con il music-hall creando una commedia vivace, frizzante e comica. Redatto dallo stesso Petit, il libretto in due atti e sette quadri si caratterizza per una struttura narrativa ben tratteggiata e uno svolgimento intrigante che richiede agli interpreti principali un intenso impegno anche dal punto di vista recitativo.

Nel primo atto conosciamo i protagonisti Bella e Johann. Lei, giovane signora della buona società, vive in un appartamento alto-borghese nell’antica Austria-Ungheria insieme al marito Johann, che sembra non amarla abbastanza.

Attanagliata dai dubbi, una notte rimane sveglia e vede suo marito trasformarsi in pipistrello e prendere il volo. Qui Bella si confida con l’amico Ulrich, che la trasforma in una donna seducente pronta a fare visita al locale notturno dove Johann sta conquistando altre donne. Quando vede la moglie, il marito non la riconosce ed è deciso a conquistarla.

Nel secondo atto tutti si trovano ad un ballo mascherato e Johann, nel tentativo di conquistare Bella, si spinge troppo oltre e la stringe a sé. Alcuni dei presenti notano la scena e intervengono, arrivando alle mani. Johann così finisce in prigione e sarà proprio Bella a stargli vicino e a insistere per farlo liberare.

Una volta fuori, lei prende le forbici di Ulrich e fa ciò che ha tanto desiderato: tagliare all’uomo le ali da pipistrello. Finalmente Johan si trasforma in un marito remissivo che accetta “le pantofole” e Bella torna ad essere la placida moglie borghese che era una volta.

Corpo di ballo del Teatro alla Scala in “Il Pipistrello”

La rappresentazione alla Scala

Nel 2002 il balletto viene riallestito, con nuove scene di Jean-Michel Wilmotte e i costumi di Luisa Spinatelli, dal New National Theatre Ballet di Tokyo. Questa versione viene poi ripresa nel 2003 dal Corpo di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, dove si distinguono nei ruoli principali Alessandra Ferri (Bella), Massimo Murru (Johann) e lo stesso Luigi Bonino (Ulrich).

La Ferri si contraddistingue soprattutto per l’uso della tecnica di gambe propria della Jeanmaire, riuscendo ad adattarsi a un ruolo impegnativo sia dal punto di vista ballettistico che attoriale.

Dal canto suo, Massimo Murru è un ottimo dandy che incarna perfettamente i panni dell’uomo seducente e conquistatore, mentre Luigi Bonino, vero motore dell’azione, si esibisce in gag mimiche che delineano un personaggio complesso, gentile e magico.

Nel complesso, lo spirito del balletto si trova proprio in questa continua tensione fra realtà e sogno, fra l’accettazione dell’ordinaria vita quotidiana e i desideri di evasione e trasgressione.

Estratto dal I atto de “Il Pipistrello” con Alessandra Ferri e Massimo Murru

Fonti:

Libretto originale de “Il Pipistrello” allegato al DVD della collana “Invito al balletto”, testi di Mario Pasi (De Agostini, 2009)

Immagine di copertina: Yasuko Kageyama – Teatro dell’Opera di Roma

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