Ci sono scuole che insegnano a danzare e ce ne sono altre in cui la danza diventa un gesto d’amore, un percorso condiviso e un rifugio sicuro. Tra queste, l’Institut de Danse du Val d’Aoste è il luogo in cui, ogni giorno, insegnanti appassionate e competenti accompagnano bambine, bambini e ragazzi nella scoperta di sé attraverso il movimento. Fondato da Elena Aloisio e Dorothy Rollandin e guidato da valori profondi come empatia, passione e autorevolezza, questo centro rappresenta un punto di riferimento per chi vede nella danza non solo tecnica, ma anche cura, crescita e comunità.
Una scuola, una visione: educare attraverso la danza
Nella quieta eleganza della Valle d’Aosta, tra le montagne che sembrano danzare con il cielo, esiste un luogo in cui l’arte del movimento si fa espressione autentica dell’anima: l’Institut de Danse du Val d’Aoste. Questa scuola, fondata da Elena Aloisio e Dorothy Rollandin, adotta il prestigioso metodo della Royal Academy of Dance, uno dei più autorevoli programmi di formazione nella danza classica a livello mondiale, con sede a Londra e presente in oltre 80 Paesi.
Fin dai quattro anni di età infatti, con il livello Pre-Primary in Dance, gli allievi iniziano un percorso che unisce rigore tecnico ed espressività, con la possibilità di sostenere gli esami ufficiali RAD, sotto la guida attenta della Rad Teacher Raffaella Giangualano.
Il cuore pulsante della scuola è costituito da valori profondi: passione, empatia, autorevolezza e competenza. A questi si aggiunge la capacità di motivare, sostenere e valorizzare ogni allievo nel proprio percorso. L’ambiente che si respira all’Institut è carico di entusiasmo, un entusiasmo che si rinnova ogni giorno in sala, dove si cerca costantemente il perfetto equilibrio tra leggerezza e rigore, tra disciplina e libertà.
Le lezioni non sono solo momenti di allenamento fisico, ma anche spazi di dialogo e ascolto: gli insegnanti infatti si soffermano spesso ad affrontare insieme agli allievi le problematiche che emergono, cercando sempre un punto di incontro e una comprensione reciproca. Questo tipo di approccio rende la scuola un luogo resiliente, flessibile e determinato, dove ogni difficoltà diventa un’interessante occasione per crescere.

Un team di professionisti, un’unica anima
A rendere ancora più ricca e articolata la proposta formativa è il team di professionisti che affianca le fondatrici: Davide Vittorino, danzatore e coreografo con lunga esperienza negli Stati Uniti; Dorella Gigliotti, che porta in aula la sua versatilità tra danza classica, moderna e tango argentino; Silvia Melis per il modern; Margot Blanc per la danza classica; Elena Pisu per la contemporanea; Lilia Nugara per la flexibility e Christian Carubelli, coreografo di modern contemporary. Ognuno di loro contribuisce con la propria specificità a creare un mosaico di esperienze, stimoli e visioni.
Il senso di comunità che si respira all’Institut si riflette anche nel ricordo di Valentina Innocenti, insegnante amata e guida luminosa, scomparsa nel 2022. Per gli allievi, il suo ricordo è ancora presente, intenso e commovente. Le sue parole, i suoi gesti, la sua presenza continuano a vivere nella memoria condivisa e nelle emozioni che accompagnano ogni passo di danza, perché proprio come scrisse la scrittrice e attivista statunitense Helen Keller, “tutto ciò che abbiamo amato profondamente non potrà mai andare perduto”.

Il saggio dantesco: emozioni, letteratura e movimento
Ma come per ogni scuola che si rispetti, uno degli appuntamenti fondamentali è il saggio di fine anno, previsto il 15 giugno al Teatro Splendor di Aosta, che sarà un evento speciale e carico di significati. Interamente dedicato alla Divina Commedia infatti, sarà un viaggio coreografico attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso, in cui la danza si farà narrazione poetica e riflessione sulla condizione umana.
A proporre il tema sono stati proprio gli allievi, suggestionati dalla potenza evocativa dell’opera dantesca. Gli insegnanti hanno accolto con entusiasmo l’idea, sviluppando coreografie che, pur ispirandosi ai tre regni ultraterreni, traggono spunto dalla quotidianità. Perché anche la letteratura fa parte del vissuto di ognuno di noi e Dante ci parla ancora oggi, con la sua luce e la sua oscurità.
Durante le prove, gli allievi si dedicano allo studio con serietà e tenacia: anche nei momenti di stanchezza, spesso scelgono di fermarsi solo un attimo per poi ripetere un pezzo, alla ricerca di quella perfezione che dimostra anche dedizione. E tra le musiche scelte per il saggio, c’è un brano della canzone italiana che ha commosso profondamente chi l’ha ascoltato in sala, facendo scendere lacrime di emozione, perché legato a ricordi personali e profondi.
All’Institut de Danse du Val d’Aoste, ogni passo è un atto d’amore per l’arte.

Photo Credit immagine di copertina: Monica Montefusco

