Intervista a Michael Fuscaldo, giovane talento della coreografia italiana

Insegnante di danza classica e contemporanea, coreografo internazionale e fondatore, nonché direttore artistico, di NAC Ballet e MGR events, Michael Fuscaldo è un giovane coreografo italiano di appena trent’anni che in questi mesi, grazie al suo talento artistico, sta facendo il giro del mondo con le sue produzioni. In questa intervista, Michael ci racconta dei suoi esordi nel mondo della danza, della scelta di dedicarsi all’insegnamento e dei numerosi impegni che lo hanno portato oltre confine.

Buongiorno Michael e grazie per essere qui con DANZA&Balletto Magazine. Cominciamo dal principio: attualmente lei è un ballerino, un insegnante di danza e un direttore artistico, quindi ci racconti: quando è nata la sua passione per la danza? E quando ha deciso di diventare un professionista?

Buongiorno a tutti e grazie a voi di DANZA&Balletto Magazine per questa intervista. Ad oggi non sono più un danzatore nel vero senso della parola, ma un insegnante e giovane coreografo. Sono inoltre direttore artistico del centro di formazione NAC Ballet di Chiavari, in provincia di Genova, e di MGR EVENTS, organizzazione di eventi per la danza. Questa passione è nata in me per caso, accompagnando mia sorella a provare una lezione di danza. Per diverso tempo abbiamo ballato insieme, poi all’età di 17 anni ho capito di volermi dedicare totalmente a questo lavoro. Ricordo che quando lo dissi a mia mamma, che mi aveva già aiutato innumerevoli volte, lei mi rispose: “Se vuoi danzare fai tu, impegnati per ciò che desideri davvero!”. Inizialmente le sue parole mi sono sembrate molto dure, ma dopo anni ho capito che sono state la mia salvezza, altrimenti non avrei tirato fuori la determinazione e la forza di volontà per raggiungere i miei obiettivi.

Quale è stata la sua formazione professionale?

Quando ho capito che volevo davvero danzare sono passato da una formazione amatoriale ad una scuola privata di impostazione accademica, sotto la direzione di Tiziana Fiandra. Ho studiato con tanti maestri, partecipato a innumerevoli workshop, ho trascorso un periodo di formazione presso la Staatliche Balletschule di Berlino e l’Accademia di Chisinau in Moldavia. Ho partecipato anche a tanti concorsi che mi hanno permesso di poter vincere schoolarship e occasioni di studio.

Il suo percorso di studi è segnato in particolar modo da molte e variegate esperienze all’estero. Cosa porta con sé di tutto ciò?

Di Berlino ricordo moltissimo la solitudine e la mancanza della famiglia, motivo per il quale avevo deciso di tornare a casa. Non ero pronto a vivere un’esperienza da solo, non mi sentivo sereno e ho preferito interrompere il mio percorso in Accademia. In America invece, quando ho lavorato per l’Albano’s Ballet Company, ho vissuto un’esperienza bellissima. Viaggiavamo tra il Connecticut e New York, facevo le prove in studi bellissimi e molto grandi, lavoravo con danzatori meravigliosi, ballavo in teatri prestigiosi. A New York ho respirato un senso di libertà che ricordo ancora oggi, tutto era stimolante ed in continuo movimento.

C’è stato un maestro che l’ha ispirata più degli altri dal punto di vista professionale?

Tra tutti i Maestri con i quali ho avuto l’onore di lavorare, porto nel mio cuore due professionisti eccezionali: Elias Garcia Herrera e Joseph Albano. Di Elias ricordo la sua severità e la dedizione nell’insegnamento, l’autorevolezza che mi spingeva a dare il meglio di me. Joseph Albano invece è stato il mio direttore quando ho lavorato in America. Mi ha insegnato a non arrendermi mai, a sudare, a faticare tanto, a provare senza mai fermarmi. Ricordo ancora una sera: è venuto a bussare alla porta della mia stanza, era mezzanotte, e mi ha detto di scendere nello studio per provare la variazione della Spagna, tratta dallo Schiaccianoci. Abbiamo provato per almeno due ore, finendo a notte fonda. Ero stanco, ma felice… sapevo che mi stava mettendo alla prova e il giorno dopo mi ha scelto per il ruolo! Ricordo che quando mi vedeva stanco o che stavo per cedere mi diceva sempre: “Dance until you die!” Esattamente: danza finchè non muori!

Attualmente è un coreografo affermato: come definirebbe il suo linguaggio artistico? Segue una corrente ben definita oppure affronta ogni nuovo pezzo in modo differente?

Non mi reputo un coreografo affermato, credo che tutto sia molto relativo, per alcuni lo sono, per altri neanche un po’, per cui preferisco non definirmi troppo… però sento che la coreografia è un mezzo per poter esprimere ciò che sento, mi consente di comunicare concetti e valori ai quali sono molto legato. Dedicandomi alla danza contemporanea mi sento sempre molto in evoluzione, cerco di portare nelle mie creazioni ciò che osservo, vivo e percepisco. Per me è fondamentale la parte artistica ed espressiva, la sensibilità di un danzatore è fonte d’ispirazione ed un grande stimolo nel momento della creazione. Non arrivo mai con una coreografia già pronta, oppure ai workshop con una lezione predefinita, cerco di vivere il momento del “qui ed ora”, ascoltando chi trovo in sala, le loro esigenze, la loro comunicazione, il loro movimento, percependo quello che può essere “necessario” fare. Amo creare connessione, legami, quella bella energia che stimola a lavorare insieme.

Nel 2017 ha fondato la NAC Ballet, una “casa artistica per la formazione di ballerini, ma soprattutto persone, giovani danzatori pronti ad affrontare la vita” (dal sito NAC BALLET – michaelfuscaldo.it). Cosa lo ha spinto a prendere la strada dell’insegnamento? E qual è la mission che persegue?

All’età di 23 anni ho iniziato a sentire l’esigenza di dedicarmi all’insegnamento e più passava il tempo più mi rendevo conto che questo nuovo ruolo mi calzava a pennello. Ho iniziato così a lavorare per alcune scuole, ma presto ho sentito il desiderio di aprire un mio centro di formazione. Ho coinvolto subito Rina e Grazia, mie compagne di viaggio da ormai sette anni. NAC Ballet è nata unendo le scuole dove insegnavo, così da diventare tre soci (io, Grazia Tringale e Rina Cilotti) e un corpo docenti formato da 10 insegnanti. Per noi è fondamentale creare un ambiente sereno ed armonioso, insegnare ai giovani allievi le nozioni tecniche, ma soprattutto il valore del lavoro, della condivisione, del rispetto l’uno dell’altro.

Oltre a NAC Ballet, è direttore artistico di un’altra realtà, MGR events. Di cosa si tratta?

MGR EVENTS è un’organizzazione di eventi per la danza che ho avviato insieme, ancora una volta, a Grazia e Rina. Tra i nostri eventi abbiamo UP TO IT, nel mese di novembre, dedicato alle discipline urban con i workshop e la battle; il JOIN YOUR PASSION, a dicembre, con workshop e concorso di danza classica, modern e contemporanea; Gate 8, il nostro fiore all’occhiello, un evento internazionale dedicato alla danza contemporanea che riunisce danzatori da tutto il mondo nella città di Chiavari, per dedicarsi alla condivisione, alla ricerca e alla sperimentazione. In più organizziamo anche il CSI, concorso internazionale nato durante il periodo del Covid, e il Chiavari Summer Dance Festival, kermesse di cinque giorni con workshop, masterclass, contest coreografico e molto altro.

Dopo aver vinto numerosi premi e riconoscimenti nel corso della sua carriera, sappiamo che in questi mesi sarà molto impegnato a fare il giro del mondo con la danza tra Belgio, Slovacchia e Brasile. Come la fa sentire tutto questo?

Ammetto che è un periodo molto ricco di impegni e al tempo stesso fortunato. Sono felicissimo di poter tornare a Bruxelles, per la terza volta dopo il 2019 ed il 2022. Lavorare per il Brussel International Ballet, sotto l’attenta direzione artistica di Anderson Santana, è per me un onore e un privilegio. Sono molto curioso invece dell’esperienza al Festival di Kosice, in Slovacchia. Farò due classi per gli studenti del Conservatorio ed Elisa Ricci, danzatrice del mio collettivo giovanile OUTdoor, danzerà “DIY (do it yourself)”, coreografato da me. Sono molto felice di portare la mia danza in Slovacchia, paese che visiterò per la prima volta. La trasferta in Brasile invece è un grande successo del mio centro di formazione NAC BALLET. La coreografia “Desmadre” è stata scelta da Teresita del Vecchio, fondatrice di For Ballet Italia, per rappresentare l’Italia alla prossima edizione del Premio Internazionale di danza a San Paolo. Questi risultati mi spingono a dedicarmi con sempre più dedizione al mio lavoro, che per me è una filosofia di vita.

Tra i vari impegni figura la collaborazione con Alessandro Artico, studente del Conservatorio di Torino, che realizzerà la tesi di laurea su una sua coreografia, della quale lui stesso comporrà la partitura. Ci racconta qualcosa di questa esperienza?

Quando Alessandro mi ha contattato e raccontato del progetto, ho immediatamente accolto la sua iniziativa con entusiasmo. Mi è subito interessato dare valore a ciò che lui stava facendo per me e dopo varie riflessioni ho scelto come svolgere il progetto. Durante il mio soggiorno a Bruxelles, ho viaggiato un giorno verso la città di Aia, in Olanda, per incontrarmi con Damiano Ferraro, che si trovava lì per seguire il Summer Program di NDT, una delle compagnie di danza più prestigiose al mondo. Insieme abbiamo valorizzato la città, la mia creatività, la sua danza e la composizione di Alessandro. È stata una giornata estremamente bella, ringrazio Alessandro per avermi scelto, Damiano per la sua sensibilità artistica e la sua insegnante Giulia Diana, direttrice del centro di formazione Laboratorio danza e movimento di Livorno. A breve tutto il materiale verrà assemblato per la realizzazione di un video, che sarà proiettato in occasione della discussione della tesi di laurea di Alessandro.

Quando tornerà in Italia ha già dei progetti pronti per essere portati in scena?

A fine settembre inizierò la mia nuova stagione accademica, che mi porterà ad essere docente e coreografo freelance. Ho diverse realtà italiane interessate al mio lavoro e alla mia ricerca, quindi sarò impegnato in workshop e in nuove creazioni, inoltre porterò avanti anche il progetto del mio collettivo giovanile OUTdoor, con la creazione di una nuova produzione. I primi nuovi spettacoli saranno intorno al mese di novembre o dicembre, sino ad arrivare a Gennaio, dove, in occasione del Gate 8, andrà in scena una mia nuova produzione.

In ultimo ci piacerebbe sapere se, nonostante tutte queste grandi soddisfazioni, ha ancora dei sogni nel cassetto che vorrebbe realizzare.

Certamente, sono molto giovane, tra pochi giorni compio 30 anni, per cui mi sento di aver appena iniziato. Amo molto ascoltarmi, cercare di capire ciò che mi piace e realizzarne la modalità. Ad oggi non sento l’esigenza di creare una compagnia, o far in modo di diventare il direttore di un’Accademia o di un corpo di ballo. Voglio viaggiare, abitare nuovi posti, trovarmi in sale diverse, conoscere tanti danzatori, coreografare per differenti realtà coreutiche. Non mi vedo nello stesso luogo troppo a lungo, ma sempre con la valigia in mano, incontrando tanti occhi sensibili pronti a lavorare con me.

Grazie mille Michael per la sua disponibilità e davvero complimenti per il suo lavoro!

Grazie a voi per questo momento e per avermi permesso di raccontare un po’ di me e della mia danza! Grazie ancora!

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