L’International American Ballet di Analia Farfan alla mostra “Street Art is Female”: insieme per l’eliminazione della violenza contro le donne

International American Ballet

Lunedì 25 novembre 2024, L’International American Ballet diretto da Analia Farfan ha avuto l’onore di esibirsi presso la sede centrale delle Nazioni Unite di New York in occasione della mostra d’arte “Street Art is Female”. L’evento, organizzata da Alessandra Mattanza insieme ad Augusto Ferretti, ha accolto numerose artiste unite da una causa comune: combattere la violenza contro le donne.

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L’evento

Si è svolto Lunedì 25 novembre 2024, presso la sede delle Nazioni Unite di New York, un evento dedicato al 25° anniversario della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

All’iniziativa, organizzata da Alessandra Mattanza e Augusto Ferretti con il patrocinio della Missione Italiana presso le Nazioni Unite, hanno presenziato l’ambasciatore italiano Dott. Maurizio Massari e il Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women Sima Bahous.

L’evento ha coinciso con l’ultimo giorno della mostra di successo “Street Art is Female“, curata da Alessandra Mattanza, che ha visto la partecipazione di alcune delle artiste le cui opere erano esposte, tra cui Aiko, Alice Mizrachi, Erin Yoshi, Claudia Hart e Danielle Mastrion.

Momento clou della serata sono state però le performance di danza coreografate da Analia Farfan, fondatrice dell’International American Ballet, che ha presentato due pezzi dal titolo “Life & Death” e “Rebirth”, danzati dalla stessa Farfan insieme ad Elias Re con i costumi di Xiomara Grossett.

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Analia Farfan, direttrice dell’International American Ballet, in “Rebirth”

La mostra “Street Art is Female”

La mostra “Street Art is Female” è ispirata all’omonimo libro di Alessandra Mattanza, “Women Street Artists“, pubblicato negli Stati Uniti da Prestel e Random House. Il volume ha vinto il premio come miglior libro di saggistica ai National Journalism Awards di Los Angeles nel 2023.

Curata dalla stessa Mattanza, giornalista, autrice e artista multimediale, insieme all’architetto Augusto Ferretti, l’esposizione ha ricevuto il patrocinio della Missione Permanente d’Italia presso l’ONU.

Come racconta l’artista, la mostra non si è limitata alle sole opere delle street artist, ma ha incluso anche una sezione di belle arti e di arte digitale femminile, considerata da Mattanza la nuova frontiera della street art.

L’installazione “ALWAYS REMEMBER”

Opera di spicco all’interno della mostra è stata l’installazione “ALWAYS REMEMBER” di Alessandra Mattanza, un progetto di arte generativa e intelligenza artificiale dedicato a Masha Amini, la giovane iraniana morta nel 2022 dopo essere stata arrestata dalla polizia per non aver indossato correttamente il velo.

Ho creato la tela fisica originale il giorno stesso in cui è stata assassinata – racconta Mattanza – perché ho sentito il bisogno di sostenere la resistenza delle donne, ospitando nel mio appartamento a Monaco due giovani ragazze iraniane».

Per l’occasione, l’artista ha voluto trasmettere un messaggio di speranza attraverso un’installazione dedicata alla vita, alla morte e alla rinascita, per immaginare un futuro di pace e uguaglianza.

L’installazione è stata accompagnata dalla musica “Ode to the Sun and the Moon“, composta dal vincitore dell’Emmy Award Ivan Linn, insieme ad Alex Wong e WAVV’S MUSICA LLM. I due progetti hanno anche ricevuto il patrocinio della NASA SSERVI.

Le performance dell’International American Ballet

È proprio da questa installazione che la direttrice dell’International American Ballet Analia Farfan ha tratto ispirazione per realizzare le coreografie presentate durante l’evento del 25 Novembre, dove i ballerini si sono esibiti proprio su un estratto di “Ode to the Sun and the Moon”.

La prima performance, “Life and Death – A Free Girl, A Marvelous Flower”, è stata un assolo interpretato dalla stessa Farfan, che ha svolto una ricerca approfondita sulla figura di Masha Amini per renderle omaggio con il rispetto che meritava.  

La seconda coreografia invece, intitolata “Rebirth“, è stato un duetto che ha visto Farfan danzare insieme ad Elias Re, per rappresentare simbolicamente un mondo migliore, caratterizzato dall’amore, dalla pace e dall’assenza di violenza.

Desidero esprimere la mia più profonda gratitudine per l’opportunità di esibirmi alle Nazioni Unite» dichiara Farfan.

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Analia Farfan, direttrice dell’International American Ballet, e Elias Re in “Rebirth”

Una collaborazione di successo

Alessandra Mattanza ha conosciuto Analia al St Jean’s Theatre, dove aveva assistito a una sua performance che l’aveva profondamente colpita. Questo incontro ha dato vita a una collaborazione che ha portato alla realizzazione, oltre che delle performance per “Street Art is Female”, anche di una coreografia a favore della causa ambientale, in occasione della mostra d’arte “A Better Planet, A Better World”, svoltasi all’ONU nel 2023 a sostegno degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG).

Ho invitato Analia e l’International American Ballet a esibirsi perché lei è la mia partner artistica in vari progetti, anche legati a cause importanti. Entrambe siamo attiviste e crediamo nel potere dell’arte per sensibilizzare e portare cambiamento – racconta Mattanza – Il nostro lavoro insieme è molto significativo, poiché siamo entrambe fondatrici di iniziative che promuovono diritti umani e il benessere delle persone. Analia è una coreografa straordinaria e una ballerina incredibile, capace di emozionare profondamente il pubblico con la sua passione e il suo talento».

Le arti unite per la lotta alla violenza

L’evento del 25 novembre 2024 ha rappresentato quindi un’importante occasione di riflessione e impegno contro la violenza sulle donne, unendo l’arte e la danza in un potente messaggio di speranza e cambiamento.

Le performance dell’International American Ballet, guidato da Analia Farfan, insieme alle opere straordinarie presentate nella mostra “Street Art is Female”, hanno dimostrato come l’arte possa essere una voce forte nella lotta per la parità di genere e la giustizia sociale.

La collaborazione tra Alessandra Mattanza e Analia Farfan, unendo le forze per cause che celebrano i diritti umani e la bellezza dell’espressione artistica, ha sottolineato ancora una volta l’importanza della solidarietà, della cultura e della resistenza per un futuro di pace e uguaglianza.

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