Luciana Savignano protagonista di “Casta Diva” e “Kali la Sara”, opere di videodanza del Maestro Francesco Posa

Étoile del Teatro alla Scala di Milano e del Ballet du XXe siècle di Maurice Béjart, nonché mostro sacro applaudito dalla critica internazionale. Non ha bisogno di presentazioni Luciana Savignano, stella del firmamento della danza che, dopo lunghi anni di onorata carriera, ama ancora sperimentare e cimentarsi in progetti innovativi. È il caso delle opere di videodanza del Maestro Francesco Posa “Casta Diva” e “Kali la Sara”, con regia di Paola Nessi per la prima e Filippo Cerra e Mario Voria per la seconda, a cui l’étoile ha preso parte come protagonista.

Videodanza Luciana Savignano
L’étoile Luciana Savignano insieme al Maestro Francesco Posa

“Casta diva” e “Kali la Sara”

È stata presentata a Luglio 2022 la prima opera di videodanza ideata dal Maestro Francesco Posa, docente di Tecnica della danza contemporanea al liceo coreutico Candiani – Bausch di Busto Arsizio, dal titolo “Casta Diva”, progetto realizzato sullo sfondo del suggestivo Lago di Como con la regia di Paola Nessi, la produzione di Filippo Bariffi e i costumi di Andrea Gentili.

Ospite d’eccezione l’étoile Luciana Savignano, che ha magistralmente interpretato l’aria di Bellini in un passo a due con lo stesso coreografo, danzando sulla voce dell’indimenticabile Maria Callas.

Il lavoro è stato così apprezzato che, a meno di un anno di distanza, Posa ha stupito con la presentazione di un nuovo prodotto per il video, stavolta curato dai registi Filippo Cerra e Mario Voria, dedicato a Sara la Kali, ossia Sara la Nera (il cui titolo è poi diventato “Kali la Sara”), protettrice del popolo dei camminanti.

Anche qui, a ricoprire il ruolo della protagonista è Luciana Savignano, che danza all’interno della “Sala Recchi” di Palazzo Lambertenghi di Como insieme a Francesco Posa, Alessandro Florio e Maksym Petrashchuck.

«L’idea di realizzare queste opere è nata da una mia riflessione e ricerca personale, – racconta il Maestro Posa –  con l’intento di raccontare una storia attraverso la videodanza. Il mio desiderio era quello di legare la parte danzata a un luogo artistico in cui il gesto coreutico fosse ancor più valorizzato e realizzare così una “perla” che avesse un importante valore artistico e culturale».

Ma perché scegliere proprio Casta Diva e Sara la Kali? Se nel primo caso, spiega il coreografo, si è voluta ricordare l’immagine artistica legata alla grande Maria Callas, per omaggiare l’arte nella sua totalità in uno sfondo poetico e profondo come quello del Lago di Como, nel secondo si è scelto invece di dare spazio alla mistica storia di una Santa il cui culto non è riconosciuto ufficialmente dalla confessione cristiana.

Sono infatti i popoli gitani di Rom, Sinti e Kalè a radunarsi ogni anno a Saint Maries de la Mér per venerarla come loro patrona protettrice, anche se la leggenda vuole che fosse una serva di Maria Salomé, Maria Jacobé e Maria Maddalena, sbarcate alla foce del Rodano per sfuggire alle persecuzioni dopo la morte di Gesù.

La realizzazione coreografica

Entrambe dal gusto squisitamente contemporaneo, Posa sviluppa le coreografie in modo da costruire un legame indissolubile tra la danza e i luoghi prescelti, creando così un gesto poetico che mostri al pubblico l’essenza e l’anima del progetto.

«Il processo di creazione è sempre una sorpresa. – racconta il coreografo – Solitamente parto da punti certi che poi sviluppo e arricchisco grazie ai danzatori, facendo in modo che tutto sia una continua scoperta».

E se in “Casta Diva” la coreografia mantiene a tutti gli effetti il sapore integro di una preghiera laica e intensa, intrisa di significati simbolici che rendono ancora attuale il brano interpretato dalla Callas, in “Kali la Sara” i gesti dei danzatori si poggiano con dolcezza sul corpo della ballerina e la sollevano in alto per donare allo spettatore un senso di protezione e di riparo, come riparatore è l’amore della Santa verso i suoi fedeli.

Luciana Savignano e Francesco Posa
L’étoile Luciana Savignano insieme al Maestro Francesco Posa e ai danzatori Alessandro Florio e Maksym Petrashchuck in “Kali la Sara”

L’étoile Luciana Savignano protagonista

Ed è proprio Luciana Savignano il fulcro delle coreografie realizzate dal Maestro Posa, étoile fortemente desiderata come protagonista delle sue opere per l’unicità e l’eccezionalità del suo stile, con cui riesce a fondere gesto e interpretazione in un unico respiro.

Grazie alla sua natura camaleontica e magnetica, la danzatrice riesce con un solo sguardo a comunicare emozione e drammaticità e con un solo gesto a trasmettere tutta la poesia che l’opera racchiude, trasportando come un vortice lo spettatore all’interno della storia.

«Lavorare con Luciana è stato per me fonte di grande arricchimento personale e artistico. Condividere il tempo, parlare e confrontarmi con lei è stato il filo conduttore di tutto il lavoro. – racconta Posa emozionato – Quando ho saputo del suo “sì” ai miei progetti ho avuto il batticuore. Il privilegio di danzare insieme mi ha permesso di percepire ancora di più la nostra danza, eseguita con estrema perfezione ed eleganza. Luciana ti trasporta e ad ogni passo fatto ti regala una crescita artistica profonda».

Ma se la coreografia è al centro delle opere, niente sarebbe stato lo stesso senza il sapiente lavoro dei registi, che hanno saputo far risaltare il connubio tra danza, storia e location con un impeccabile gioco di inquadrature, e quello del costumista, che ha scelto gli abiti dei danzatori con scrupolosa attenzione alla storia raccontata.

Insomma, due progetti davvero ben riusciti quelli di “Casta Diva” e “Kali la Sara”, due opere ricche di significato che, per quanto differiscano per natura, stile e costruzione, restituiscono allo stesso modo grande intensità, pathos e drammaticità. Ma soprattutto, bellezza.

Se vuoi vedere le altre opere di videodanza del Maestro Francesco Posa, seguilo sul suo canale YouTube. Troverai coreografie con protagonista l’étoile Oriella Dorella e i danzatori Stefania Ballone e Nik Folini.

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