Monica Montefusco: racconto di un passo a due tra danza e fotografia

Un passo a due, quello tra la danza e la fotografia. Un legame indissolubile che spinge l’osservatore a “passeggiare” all’interno di uno scatto e a scavare nell’anima del soggetto rappresentato. È questa la filosofia di Monica Montefusco, fotografa specializzata nel settore danza che, tra le altre cose, ha ideato il progetto “Dualism”, serie di scatti che mette a confronto pose di danza e fiori.

Fotografia di danza - Monica Montefusco
Una ballerina sul palco catturata da Monica Montefusco

Monica, lei è una fotografa specializzata nel settore danza. Quando si è avvicinata a questa disciplina?

Nella mia vita ho praticato danza classica per diversi anni e grazie a questo ho capito che l’arte tersicorea rappresenta proprio lo specchio della mia persona: forza, rigore e allo stesso tempo delicatezza e poesia, tanta poesia. A volte paragono la danza a un grande amore “inspiegabile”. Credo che ci sia chimica tra me e la danza. Quando ci sono situazioni non adatte per fotografare, mi capita sempre di portare a casa “la foto” e credo fermamente che entrare così in connessione con quest’arte mi porti un po’ di fortuna. Si può dire che sia stato proprio l’inizio di un “passo a due”.

E ha sempre saputo di voler diventare una fotografa professionista?

Non è stata una scelta improvvisa, ma piuttosto una consapevolezza nata in me giorno dopo giorno. 

Attualmente lavora con una scuola di danza di Aosta.

Sì, si tratta di una scuola con cui collaboro da diversi anni e con cui ho un ampio margine di lavoro, che va dallo scatto artistico allo scatto più tecnico. Naturalmente, oltre a questo, mi piacerebbe trovare altre collaborazioni del genere, con diverse compagnie con cui acquisire esperienza e ampliare il portfolio.

Una ballerina sul palco catturata da Monica Montefusco

Lei afferma che il suo “habitat naturale” è il dietro le quinte piuttosto che il palcoscenico. Perché?

Lo spettacolo é il punto di arrivo, si gode la bellezza di un quadro dipinto. Ma tutto quello che accade prima ti permette di avere la consapevolezza del sacrificio, dello studio e di una naturalezza impagabile. È il “c’era una volta” delle favole. 

Attualmente sta lavorando a un progetto dal titolo “Dualism”, che mette a confronto alcune pose di danza con i fiori. Come è nata l’idea?

Il progetto Dualism è sbocciato proprio come un fiore. Un giorno, mentre sistemavo le tantissime foto dell’hard disk, ho notato due foto una accanto all’altra: una era un tulipano e l’altra erano delle ballerine, tanto da formare una sorta di chiusura. Da lì ho notato la stessa movenza del tulipano e dì è nata l’idea.

Gli accostamenti vengono programmati in anticipo o si tratta di immagini catturate spontaneamente?

A volte mi capita di cercare un fiore per la mia ballerina, altre volte inciampo proprio su di esso.

Fotografia di danza - Monica Montefusco
Uno degli scatti del progetto “Dualism” di Monica Montefusco

Delle sue foto scrive “Amo il bianco e nero perché obbliga inconsapevolmente l’osservatore a pensare, ad immaginare e a riflettere”. Quindi si tratta di una scelta più simbolica che estetica?

Il bianco e nero ti costringe a passeggiare all’interno di una fotografia. Immagino sempre una panchina immaginaria all’interno della composizione, osservo e ascolto.

C’è una foto a cui è particolarmente affezionata?

La foto a cui sono più legata è uno scatto tecnicamente imperfetto, ma che mi trasmette un amore infinito per la danza. È una composizione semplice, nella quale ci sono delle bimbe piccole durante una lezione, letteralmente ammaliate dalle allieve più grandi.

Fotografia di danza - Monica Montefusco
Piccole ballerine che osservano le allieve più grandi – scatto di Monica Montefusco

Ha già esposto alcuni dei suoi lavori al pubblico?

Sono rimasta piacevolmente colpita dalle pubblicazioni su Image Mag, e Il Fotografo, entrambe riviste di fotografia che ammiro moltissimo. Ho partecipato al Trieste Photo Days con il progetto “Dualism” e ad una mostra collettiva alla Tevere Art Gallery di Roma con due ritratti.

Complimenti! E ha altri progetti in vista nell’ambito della danza?

Mi piacerebbe lavorare a un racconto che unisce la danza e la disabilità, ma ancora è troppo presto per parlarne.

Di solito della danza si dice che “esprime con il movimento ciò che non si riesce ad esprimere a parole”. Per la fotografia è la stessa cosa?

Ho sempre pensato che una singola e buona fotografia sia in grado di raccontare molto. Quando osservo una fotografia, immagino di passeggiare al suo interno, un po’ come se fosse una realtà tridimensionale. Cerco di sentire tutto ciò che ha da dirmi. 

E cosa vorrebbe che arrivasse al pubblico che osserva?

Spero di essere in grado di far sentire tutta la delicatezza e la poesia che la danza possiede.

Ha dei sogni nel cassetto che le piacerebbe realizzare?

Il mio sogno, per ora, rimane in un cassetto segreto, accanto alle note del Waltz No. 2 di Shostakovich.

Fotografia di danza - Monica Montefusco
Scatto in sala di Monica Montefusco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *