Dopo “Casta Diva” e “Kali la Sara”, opere che hanno visto protagonista l’étoile Luciana Savignano (puoi scoprirle QUI), il Maestro Francesco Posa continua il suo viaggio di ricerca sulla videodanza con due nuovi progetti. Il primo, “Vitalità Disperata”, dedicato alla figura di Pierpaolo Pasolini, e il secondo, “Pollicino Sognatore”, che denuncia il tema dell’abbandono, della violenza e dell’abuso sui minori. Ideati entrambi dal regista Mario Voria, con i costumi di Andrea Gentili, anche stavolta i progetti vantano la presenza di un’étoile di fama internazionale che con grande professionalità e disponibilità si è prestata ad interpretare, in entrambi i casi, il ruolo della madre: la meravigliosa Oriella Dorella.

“Vitalità Disperata” e “Pollicino Sognatore”
“Vitalità Disperata” e “Pollicino Sognatore”, questi i titoli delle nuove opere di videodanza create dal Maestro Francesco Posa in collaborazione con il regista Mario Voria, professore, proprio come Posa, al liceo coreutico Candiani – Bausch di Busto Arsizio. Due progetti videocoreografici innovativi nati da un incontro fortuito di cui è stata autrice la comune collega Prof.ssa Patrizia Fazzini, che ha avuto l’intento di ampliare con la danza le ricerche e le successive mostre fotografiche già realizzate dall’artista Voria.
Ecco quindi la prima opera, dedicata alla figura del grande Pierpaolo Pasolini e al suo “Vangelo secondo Matteo”, che propone una rivisitazione della Mater dolorosa nella relazione con il Figlio: una deposizione accorata e partecipata che celebra con rispetto il momento del più alto dolore e dell’incommensurabile perdita della parola profetica.
La seconda invece, ispirandosi a un percorso di ricerca autobiografica portato avanti dal regista stesso, rappresenta un’allegoria dell’abbandono e degli abusi sui minori attraverso il racconto, rivisitato, della famosa storia di Pollicino e i suoi fratelli.
«I lavori di Mario sono davvero espressivi e molto dinamici, – dichiara il Maestro Posa – ma soprattutto sembrano dipinti fotografici. A mio parere, la danza non è altro che un movimento tridimensionale delle arti figurative e le sue fotografie, in questo senso, si connettono molto bene con il modo della coreografia.»

Partendo dalle varie immagini del mondo dell’arte che la passione del Cristo ha ispirato in grandi artisti, per la realizzazione di “Vitalità Disperata” Posa ha focalizzato il suo pensiero sul gesto antropologico, sulla ciclicità della preghiera del rosario, sulle stazioni che ripercorrono i momenti più salienti dei misteri della vita di Gesù.
Il panno rosso, che appare a fine video, simboleggia sangue ma anche morte e rinascita, Vitalità e Disperazione. Lo stesso concetto di ciclicità torna anche nella coreografia di “Pollicino Sognatore”, dove Posa ha voluto evidenziare il gesto e i movimenti del corpo, ma soprattutto l’emotività del sentimento che ogni personaggio vive nella storia.
Oriella Dorella meravigliosa protagonista
Punta di diamante di entrambe le opere non poteva che essere anche stavolta un’ospite d’eccezione, una stella che ha prestato, in entrambi i casi, il volto e il corpo al personaggio principale.
È la meravigliosa Oriella Dorella, étoile del Teatro alla Scala di Milano, danzatrice applaudita in tutto il mondo che nel corso della sua brillante carriera ha calcato i più importanti palcoscenici internazionali, interpretando i più svariati ruoli del repertorio classico e contemporaneo, passando anche per numerose esperienze in televisione.
Scelta da Posa per la capacità di sentire e di fare suo il personaggio, per la qualità interpretativa e per la modalità con cui “indossa i propri ruoli sulla pelle”, i due si sono conosciuti quando Dorella ha assistito a delle prove in sala con gli allievi di Francesco. Il primo incontro, ricordano entrambi, è stato subito un “colpo di fulmine”.
«Quando ho deciso di chiamare Oriella ero emozionato e allo stesso tempo agitato, – racconta il coreografo – perché dovevo proporre a un’artista del suo calibro di abbracciare i miei progetti video. Era la prima volta che la incontravo, telefonicamente, per il progetto su Pasolini e lei è stata gentilissima: mi ha ascoltato e ha accolto con entusiasmo la proposta. Ero al settimo cielo!».
Dal canto suo, anche Dorella ricorda con entusiasmo il momento in cui ha accettato le proposte di Francesco, che l’ha immediatamente colpita sia come artista che come persona:
«Io credo molto nel capirsi a primo impatto – racconta la ballerina nella bellissima intervista che ci ha concesso – e molte volte, come in questo caso, ho ragione. Nonostante sia molto giovane, Francesco è una persona precisa, professionale, molto preparata culturalmente ed emotivamente e soprattutto è un ragazzo coraggioso. Se lui vede un’idea, ci si mette d’impegno e in un modo o nell’altro alla fine riesce a portarla a termine».
Il ruolo della madre nei video e nella realtà
È proprio da qui quindi che nascono i due lavori coreografici di “Vitalità Disperata” e “Pollicino Sognatore”, in cui Oriella Dorella interpreta il ruolo della madre. Due madri però totalmente diverse: una, la Madonna che vive in modo intenso e coinvolgente lo strazio del figlio tirato giù dalla croce, l’altra che invece abbandona i propri figli nel bosco e che, anche quando li ritrova, è costantemente travolta dal dolore.
Un dolore in cui, seppur in modo diverso, l’étoile si ritrova giorno dopo giorno, grazie alla vicinanza con la sua storia di vita. È noto infatti che Dorella abbia adottato, ormai diversi anni fa, due bambini che erano stati abbandonati dalla propria madre, forse per garantirgli un futuro migliore. È proprio questo che le ha permesso di trovare un filo conduttore con la storia ideata da Voria, di immedesimarsi in essa attraverso gli occhi dei propri figli.
«Questo “Pollicino” mi ha aperto il cuore perché io quell’abbandono l’ho vissuto sulla loro pelle. C’è una forte intensità che ho visto e toccato da vicino e che si sente ancora oggi che i ragazzi sono grandi. Se è vero infatti che all’abbandono si ripara, è anche vero che questo ti segna per tutta la vita. L’abbandono è una forbice tremenda che purtroppo non fa sconti a nessuno».
Il cast e i collaboratori
In dialogo con Oriella Dorella, insieme anche al Maestro Posa nel doppio ruolo di Gesù (in “Vitalità Disperata”) e del padre (in “Pollicino Sognatore”), tanti giovani allievi del liceo coreutico hanno preso parte alle opere videocoreografiche, vivendole come esperienze di grande arricchimento culturale e artistico.
Complici dell’ottima riuscita però anche i costumi realizzati da Andrea Gentili, che con cura certosina è riuscito a restituire l’essenza dei personaggi, e le meravigliose location scelte per le registrazioni effettuate dal videomaker Filippo Cerra.
Una chiesa sconsacrata la prima, la Chiesa dei Santi Ambrogio e Martino, luogo di grande ed evocativo fascino (oggi Auditorium presso il Comune di Cairate) che sposa a pieno il video, mettendo in risalto tutta la spiritualità del racconto.
Diversa, ma altrettanto evocativa, anche la seconda: la Sala alba di Villa Gonzaga, decorata da Antonio Rubino nel 1939 con fumetti che richiamano le favole, uno spazio che per anni ha accolto generazioni di ragazzi di famiglie povere che lì hanno trovato istruzione e cure sanitarie.
Due performance profondamente toccanti quindi, dal retrogusto leggermente amaro, che, mettendo in relazione coreografia, regia, location e costumi, hanno saputo mostrare con grande intensità quella che dovrebbe essere la vera essenza della danza: l’interpretazione che prevale sulla tecnica.
«Anche se si muove su un alfabeto fisico, la danza rimane sempre un’arte. – ci tiene a ricordare Oriella Dorella – Una mano è arte, uno sguardo è arte, anche una pirouette può essere arte, ma non deve essere il fine: deve essere lo strumento che ci serve per arrivare a scrivere una meravigliosa poesia. Per me questa è la danza, perché la tecnica è uguale per tutti, ma la tua arte è solo tua e nessuno potrà portartela via».

Se vuoi vedere tutte le opere di videodanza del Maestro Francesco Posa, seguilo sul suo canale YouTube.


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