Articolo a cura di Eugenia Trivioli
Si è aperta lo scorso 5 Febbraio al Teatro Regio di Parma la nuova stagione di ParmaDanza 2025, con due titoli tanto importanti quanto innovativi: da una parte l’emozionante “Carmen” della Compagnia di Antonio Gades, un’opera storica che rivisita la novella di Prosper Mérimée attraverso un coinvolgente flamenco. Dall’altra, la straordinaria Alina Cojocaru ha interpretato il balletto ispirato al film di Fellini “La Strada“.
“Carmen” di Antonio Gades
Con Carmen della Compagnia di Antonio Gades si è aperta la stagione danza del Teatro Regio di Parma, ParmaDanza 2025. Spettacolo storico della compagnia spagnola, in repertorio da 40 anni, questa Carmen di Gades e Saura interpreta liberamente la novella di Prosper Mérimée, cui è ispirato anche il libretto dell’opera di Bizet.
Le arie più celebri del compositore francese sono scelte a sottolineare i passaggi centrali di questa narrazione coreografica: l’Habanera accompagna la scena di seduzione tra Carmen, un’intrigante e sensuale Esmeralda Manzanas, e Don José, un Alvaro Madrid credibile nella sua duplice natura fragile e violenta.
Toreador, en garde presenta, accanto all’artefatto toreador di Jairo Rodriguez, un personaggio della novella originaria assente però nel libretto dell’opera, il marito di Carmen (Miguel Angel Rojas); il duetto finale tra Carmen e Don José prelude all’uccisione della gitana.

Questi intarsi musicali di Bizet s’innestano su uno sfondo di musiche di Antonio Gades, Antonio Solera, Ricardo Freire, Manuel Penella, Ortega Heredia, eseguite dal vivo, che accendono di passioni e di sfrenatezza il flamenco di questa compagnia. Gli applausi hanno accolto lo spettacolo, che ha saputo trascinare il pubblico nello specifico di questa danza: nel ritmo, nel canto e nella ritualità collettiva travolgente.
Rimane la perplessità circa la scelta operata dalla Direzione artistica del Teatro Regio di Parma di scegliere uno spettacolo di flamenco in apertura di una stagione di danza che, a dispetto delle richieste del pubblico, non prevede nemmeno un titolo di Balletto Accademico.

La Strada: Alina Cojocaru è una nuova Gelsomina
A distanza di pochissimi giorni, sabato 8 febbraio il secondo appuntamento ha visto Alina Cojocaru, straordinaria danzatrice d’origine rumena, Etoile internazionale, interprete dei più alti ruoli classici, musa di uno dei maggiori coreografi attuali, John Neumeier.
A ParmaDanza ha presentato in Prima Nazionale una nuova creazione coreografica di Natalia Horencnà: La strada, ispirato al film di Fellini, in cui interpreta Gelsomina affiancata da Mick Zeni (Zampanò), da Johan Kobborg (Il Matto) e da un gruppo di validi danzatori scelti per questa produzione. Le musiche sono di Nino Rota.
Alina Cojocaru è interprete inaspettata: con la sua luminosissima tecnica dà espressione a tutte le corde più profonde di Gelsomina, l’ingenua vulnerabilità, la sua innocenza, lo stupore, l’empatia tenera, la mitezza, fino alla dolorosissima scoperta della morte.
Credibile il contrasto con la grettezza violenta di Zampanò ed intenso il rapporto col Matto, capace come lei di stupirsi del mondo. La creazione dei due angeli, personaggi estranei tanto al film felliniano quanto al balletto La strada di Pistoni, ora in repertorio all’Accademia della Scala ed interpretato per la prima volta da Carla Fracci, non risulta invece efficace né necessaria a svelare la spiritualità di Gelsomina.
Gli interventi dei circensi, ripetitivi, dilatano i tempi, mentre attenuano la profonda intimità di Gelsomina-Cojocaru. L’intero impianto coreografico risulta quindi poco convincente e le ovazioni del pubblico sono esclusivamente per lei, sublime Alina Cojocaru.

La danza dietro le quinte: un’iniziativa preziosa
Se dunque le scelte della direzione artistica del Regio per ParmaDanza 2025 non entusiasmano quella parte di pubblico più ‘ballettomane’, è da segnalarsi come iniziativa di pregio la rassegna ‘La danza dietro alle quinte’ a cura di Valentina Bonelli, che conduce i più appassionati a conoscere le compagnie in cartellone: una rara opportunità di esplorare il mondo nascosto delle compagnie di danza, di conoscere il lavoro che si cela dietro ogni spettacolo, dietro ogni coreografia.
Prima di Carmen, la Compagnia di Antonio Gades ha offerto una dimostrazione danzata di flamenco, mentre nell’incontro preliminare a La strada, la stessa Alina Cojocaru ha raccontato la genesi del balletto e la sua predilezione per il delicatissimo mondo interiore di Gelsomina.

Un appello al ritorno del balletto classico
ParmaDanza ha bisogno di un equilibrio tra il moderno e il classico, per non perdere la propria identità. Se il flamenco è riuscito a emozionare, resta la sensazione che venga messa in secondo piano la tradizione classica, ormai sempre più lontana dalle scelte artistiche di una stagione che non riesce ad abbracciare il vasto e vario pubblico. Il balletto classico non può essere dimenticato, il pubblico ha bisogno del suo ritorno.

