Ancora nuovi progetti per il Maestro Francesco Posa, che continua il suo viaggio di ricerca videocoreografica con altre due opere di videodanza, di cui una vincitrice del prestigioso premio Alberto Testa. Si tratta di “Reflection of the Soul” e “Soul Black Tango”, due pezzi molto diversi tra loro ma nati entrambi durante la pandemia, che in comune vantano la presenza dell’artista Nik Folini, interprete, insieme allo stesso Posa, dei passi a due maschili presenti in entrambe le opere.

Uno spazio vuoto, spoglio, libero da colori e da orpelli. Due uomini in canotta e pantaloni neri all’interno di un capannone industriale. È la scena iniziale di “Soul Black Tango”, la prima delle due coreografie realizzate dal Maestro Francesco Posa, docente di Tecnica della danza contemporanea al liceo coreutico Candiani – Bausch di Busto Arsizio, nell’ambito del suo ormai consolidato progetto di ricerca sulla videodanza. Tutto è pensato nel dettaglio per riflettere il tema principale: la “semplice” bellezza della danza. In un periodo in cui il Covid-19 aveva sbarrato le porte delle scuole e dei teatri, allontanando i ballerini dalle proprie case artistiche, la necessità era quella di raccontare la vera essenza della danza, esaltarla nella sua purezza e renderle omaggio con un’opera privata del superfluo.
All’interno dello spazio vediamo infatti solo due danzatori, impegnati in un passo a due dall’animo tanguero, che con un movimento intenso e ricercato esprimono un connubio di passione ed energia. Diverso è invece il contesto di “Reflection of the Soul”, la seconda delle coreografie, ambientata stavolta nell’intimo di un salotto di casa, dove un uomo si perde tra le pagine di un libro e diventa pian piano parte integrante della storia, pensata per mettere in luce gli aspetti più profondi dell’introspezione umana. Ispirata anch’essa dal terribile periodo Covid, l’idea era quella di rispondere alle difficoltà della pandemia trovando il cosiddetto “rovescio della medaglia”, per mostrare – come dice il coreografo stesso – che la danza è <<un’arte che non smette mai di stupire e di evolvere dentro di sé e al di fuori di sé>>.
È così che nascono quindi i progetti di videodanza che hanno visto protagonista Nik Folini, ex allievo del coreografo e attualmente danzatore professionista in tournée in tutto il mondo. Ballerino dal grande impatto emotivo, sia tecnico che performativo, Folini è interprete dei passi a due insieme allo stesso Posa, che ha ideato le coreografie in due modi che appaiono quasi diametralmente opposti. In “Reflection of the Soul” infatti le linee sono morbide e il movimento è lento, quasi rilassato, e la coreografia e la musica si sposano attraverso una fluidità di passi leggeri, definiti e circolari, pensati per mettere in luce l’idea del contatto umano interiore che si manifesta esteriormente. Tutto sembra lasciare spazio a una dimensione più simbolica, alla quale va “raschiata” la superficie per scoprirne il substrato.
Qui due persone, due esseri umani, mostrano una riflessione intima in cui è l’anima a prendere vita e a ritrovarsi di fronte ad un’altra anima o proprio alla stessa, chi può dirlo. Per enfatizzarne la natura simbolica, Posa indossa una maschera che mette in evidenza ciò che si cela dietro l’essere umano, una natura a volte imprevedibile, che allo stesso tempo fa risaltare tutto quello che si nasconde nel profondo, nella parte più intima di noi.
<<Uno dei messaggi più significativi che intendevo sottolineare era l’umanità. – racconta Posa – L’umanità che ogni essere umano non deve perdere, quella parte interiore e sensibile che ci contraddistingue. Perché l’essere umano è capace di creare le bellezze più uniche e la storia dell’arte ce lo ricorda, ma allo stesso tempo, e qui la storia insegna, siamo in grado anche di commettere azioni non umane, violenza verso i popoli, verso le persone, guerre, che non si sposano con la meraviglia del mondo della natura e delle stesso opere culturali, letterarie e artistiche che sono state realizzate nel corso dei secoli>>.
Proprio in virtù del suo messaggio, il video è stato riprodotto nella serata contro la violenza sulle donne che si è tenuta il 25 Novembre 2022 a Busto Arsizio, con i ragazzi del liceo coreutico Candiani – Baush. Cambio totale di registro invece per la coreografia di “Soul Black Tango”, dove i danzatori sono energici, passionali, impegnati in movimenti vigorosi e cesellati, pensati per catalizzare a 360 gradi l’occhio dello spettatore. A supervisionare l’opera un’ospite d’eccezione (già conoscenza di Posa per i video “Casta Diva” e “Kali la Sara”), la meravigliosa étoile Luciana Savignano, che ha assistito alle prove e ha aiutato il coreografo a focalizzare l’attenzione su alcuni gesti e passaggi che dovevano avere ancora più enfasi e valore comunicativo. Il video è valso a Posa il prestigioso premio Alberto Testa come giovane coreografo, consegnato durante la 35° Edizione del Galà del Tony Martin Ballet School.
«Quando il Maestro Tony Martin, Direttore Artistico dell’evento, mi ha chiamato per comunicarmi questa notizia inaspettata, sono rimasto colpito, ero quasi incredulo, colmo di mille emozioni: gioia, pianto, felicità, tutto insieme».
Di nuovo grandi successi quindi per il Maestro Francesco Posa, che ancora una volta ha saputo creare due lavori degni di nota coniugando con abilità e maestria un’opera di pura celebrazione della danza a una dai significati profondi. Con l’ausilio delle musiche, delle location e dei costumi (sapientemente curati da Andrea Gentili), anche stavolta Posa ha regalato al pubblico due opere che non solo si fanno apprezzare per coreografia e interpretazione ma che, soprattutto, fanno riflettere chiunque si trovi ad ammirarle.

