Romeo e Giulietta di MacMillan al cinema: la danza che supera i confini

Romeo e Giulietta

Articolo a cura di Eugenia Trivioli

Celebrando il suo 60° anniversario, “Romeo e Giulietta” di Sir Kenneth MacMillan è tornato in scena al Covent Garden, trasmesso in diretta cinema in decine di paesi di tutto il mondo la sera del 20 marzo 2025. Un’iniziativa che permette di avvicinare un più vasto pubblico alla danza e che sarebbe bello vedere sostenuta, sponsorizzata e allargata ad altre compagnie.

Quest’ultimo revival, che ha visto come interpreti nei ruoli principali Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov e supervisionato dall’ex prima ballerina Laura Morera, è risultato fresco, con danze ed interpretazioni vivide da parte di tutta la compagnia. Nonostante la sua familiarità, il balletto di MacMillan mantiene un forte impatto drammatico sul pubblico. 

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Un’immersione nella Verona rinascimentale

Le sontuose scenografie e i costumi di Nicholas Georgiadis evocano la Verona rinascimentale, i suoi palazzi riccamente arredati in contrasto con il trambusto delle strade, dove le prostitute (Itziar Mendizabal, Mica Bradury e Leticia Dias), particolarmente accattivanti, dai capelli selvaggi, disinvolte e presuntuose, esercitano il loro mestiere, aggiungendo un’atmosfera “terrena” alle scene nella piazza, mentre il pericolo di una rissa letale è sempre imminente.

Come quella tra Tebaldo, un Ryoichi Hirano impulsivo, arrogante, violento, acuto e consapevole di tutto ciò che lo circonda, e Mercuzio, un Francisco Serrano vivace, ma poco “frizzante” e scanzonato. La sua morte, per mano di Tebaldo, è un momento drammatico cruciale (anche se la scena dell’agonia si è rivelata troppo lunga), che segna l’inizio del percorso verso la tragedia finale.

Il Benvolio di Giacomo Rovero è stata una figura di equilibrio e saggezza, un contraltare alla violenza e all’impulsività che dominano la famiglia dei Capuleti e dei Montecchi. I combattimenti di massa per le strade sembrano reali, l’azione riempie ogni centimetro del palco. La celebre Danza dei Cavalieri è una marcia inarrestabile, gli ospiti della festa dei Capuleti guardano il pubblico con un’alterigia e un senso di sfida provocatori. E la musica mostra la capacità di Prokofiev di fondere l’intensità drammatica con la bellezza lirica.

Romeo e Giulietta
Francisco Serrano as Mercutio and Ryoichi Hirano as Tybalt – © Tristram Kenton

L’evoluzione della Giulietta di Fumi Kaneko

La Giulietta di Fumi Kaneko è convincente sia nei panni di un’adolescente scontrosa che sfida i suoi genitori sia come donna che elabora la perdita; la ricchezza di dettagli ha portato il suo carattere ad essere vivo e pulsante. Alla prima vista di Romeo al ballo dei Capuleti, la sua danza, fino a quel momento pudicamente contenuta, si espande: è il momento in cui da ragazza sboccia in donna.

Quando incontra Romeo, si incrociano negli occhi per intensi istanti, la loro attrazione è immediata e magnetica. Quella di Kaneko è un’interpretazione che combina fragilità e forza, innocenza e consapevolezza; attraversa un’evoluzione emotiva e fisica durante l’intero spettacolo, inizialmente vulnerabile, pura e “timida” nei primi incontri con Romeo.

La loro relazione la rende poi coraggiosa e determinata, pronta a ribellarsi alle convenzioni e alle aspettative familiari, e infine estremamente sofferente. Kaneko è profondamente commovente, di una bellezza disarmante.

Romeo e Giulietta
Fumi Kaneko in “Romeo e Giulietta” – Photo: Bill Cooper

Vadim Muntagirov: un Romeo maturo e innamorato

Il Romeo di Muntagirov è innamorato di un amore che nasce improvvisamente, ma che diventa immediatamente intenso e totalizzante e si traduce in una danza elegante e gioiosa. Il suo Romeo è fin dagli inizi “maturo”: viene meno il suo essere giovane, impulsivo, spensierato, non pienamente consapevole delle sue azioni, dell’inizio della storia. Ha però una sicurezza tecnica che gli permette di esprimersi al meglio.

La scena del “balcony pas de deux”, quando Romeo e Giulietta si dichiarano il loro amore, è emozionante e trasmette pura gioia: affrontano la coreografia ricca di trasporto, nonostante le difficoltà tecniche, con facilità e abbandono. Nel pas de deux della camera da letto, un luogo simbolico di amore e speranza, ma anche di inevitabile tragedia, la timidezza della scena del balcone è scomparsa e la disperazione di Giulietta, consapevole che il loro amore non potrà essere eterno, diventa frenetica, inducendola a gettarsi al collo di Romeo e a soffocarlo di baci.

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Vadim Muntagirov in “Romeo e Giulietta” -Foto: Alice Pennefather

Romeo e Giulietta: la fine di un amore impossibile

Nella scena finale, la Giulietta di Kaneko, devastata dal dolore, si precipita a capofitto nella morte: apre la bocca ed emette un urlo silenzioso, ma struggente, che la ripresa cinematografica enfatizza. Un capolavoro quindi, che grazie allo streaming si è potuto apprezzare al di fuori della platea del Covent Garden e che speriamo venga proposto sempre più spesso, da sempre più compagnie e in sempre più numerosi cinema.

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