Dieci serate di “tutto esaurito” riscosse dall’originale Lago dei Cigni del coreografo francese Benjamin Pech, nella versione già applaudita al Teatro dell’Opera di Roma durante la stagione 19/20 e ora tornata nuovamente in scena dal 18 al 27 Giugno scorsi.
Sulle indimenticabili note di Čajkovskij, dirette per l’occasione dal Maestro Koen Kessels, e le scene e i costumi di Aldo Buti, lo spettacolo ha visto protagonista il corpo di ballo capitolino, guidato dalla Direttrice Artistica Eleonora Abbagnato, insieme a due ospiti provenienti dal Royal Ballet di Londra, i Principal Dancer Fumi Kaneko e Vadim Muntagirov.

Benno, il nuovo antagonista della storia
Rileggendo l’iconica coreografia di Petipa, ma senza rinnegarla come molti hanno fatto prima di lui, Pech abbandona l’ormai obsoleta figura del mago Rothbart e la sostituisce con quella del fido, ma non troppo, amico di Siegfried, Benno, il cui ruolo diventa il punto cardine della storia.
Il suo è un personaggio ambiguo che all’inizio sembra guardare le spalle all’amico d’infanzia ma che in realtà, complice un non risolto complesso di inferiorità, si rivela essere il traditore, colui che rapisce la giovane Odette e la trasforma in cigno.

Un “colpo di scena” ben architettato, anche se già preannunciato, che rende giustizia ad un personaggio, quello di Rothbart, per forza di cose ormai troppo distante dalla realtà. Il messaggio quindi è fin troppo chiaro: non sempre il male si trova dove non immaginiamo, anzi troppo spesso si cela proprio in chi è a noi più vicino.
A proposito di innovazioni, interessante anche la scelta di inserire un prologo, già presente nella versione di Vladimir Bourmeister, che mostra il rapimento e la trasformazione in cigno della giovane principessa Odette da parte di Benno, il cattivo non ancora rivelato né a lei né al pubblico.

I protagonisti del “Lago dei Cigni”
A dare vita ai personaggi simbolo del “Lago dei Cigni” (nella replica di Domenica 23 Giugno) le étoile del Teatro dell’Opera Rebecca Bianchi e Alessio Rezza, già navigati interpreti dell’opera di Ciajkovskj, e il solista Mattia Tortora nel ruolo di Benno.
Con il tutù bianco e le eccezionali doti drammatiche, il personaggio di Odette (meno quello di Odile) sembra cucito su misura sul corpo della Bianchi che, con movimenti flessuosi e braccia sinuose, incarna alla perfezione le ali del cigno e ne diventa un’interprete fuori dal comune.

Altrettanto affascinante il Siegfried di Alessio Rezza, che ancora una volta dimostra di saper unire con maestria un portamento da principe alla forza e al vigore richiesti dal ruolo. Bravo anche Mattia Tortora, che sa confrontarsi abilmente con le étoile sul palco e porta a termine una prova più che convincente.
Meritatissimi applausi quindi per il Corpo di Ballo e per la sua Direttrice Eleonora Abbagnato. Ma soprattutto un grandissimo “bravo” a Benjamin Pech per aver saputo scovare e portare in scena quel messaggio di attualità e modernità che mancava all’interno di un contesto così tradizionale e favolistico.

Photo Credit immagine di copertina: Teatro dell’Opera di Roma

