A cura di Eugenia Trivioli
Il Trittico Balanchine-Robbins, programma unico ed originale, incanta il Piermarini. Le tre composizioni, apparentemente senza nessi tra loro, hanno catturato l’interesse di un vasto pubblico, complice da un lato la bellissima e suggestiva coreografia di Balanchine e dall’altro la curiosità per le coreografie di Robbins, in prima alla Scala.
Trittico Balanchine-Robbins: si comincia con “Theme and Variations”
Ad aprire la serata è “Theme and Variations”, con coreografia di George Balanchine e musiche di Tchaikovsky, nel repertorio della compagnia scaligera dal 2004. Privo di trama, è un tributo allo stile russo imperiale. Balanchine, utilizzando elementi accademici, elementi più moderni (off balance) e repentini cambi di ritmo, crea una coreografia che sposa perfettamente le 12 variazioni sul tema iniziale della suite n°3 di Tchaikovsky.
Vi è una coppia principale affiancata da 4 soliste e il corpo di ballo. La scenografica è esigua, ma il palco non risulta mai spoglio: la rigorosa geometria del corpo di ballo, gli splendidi costumi firmati Luisa Spinatelli e l’ampiezza dei movimenti che cattura l’attenzione anche degli spettatori più lontani, fanno sì che la scena brilli sempre.
La coppia è formata dall’étoile Nicoletta Manni, regale, raffinata, tecnicamente magistrale e il primo ballerino Timofej Andrijashenko, perfetto partner ed elegante danzatore. Il corpo di ballo scaligero dà ancora una volta prova di essere di livello sublime: tecnicamente ha sfoggiato una performance pulitissima, riuscendo a incarnare perfettamente lo stile balanchiniano.

“Dances at a Gathering”, per la prima volta alla Scala
Lo spettacolo continua con “Dances at a gathering”, sbarcato per la prima volta alla Scala direttamente da New York. La coreografia di Jerome Robbins calza perfettamente con i 18 brani di Fryderyk Chopin. Dieci sono i danzatori che ballano incantando il pubblico, ma senza volersi mostrare come in “Theme and Variations”.
L’atmosfera è più tranquilla, intima e leggera, come scandisce la musica, che dà un senso di “intangibilità”. Il balletto è ricco di intrecci, scambi, relazioni, situazioni più allegre, che si alternano a momenti più tristi o romantici. Ogni ballerino è caratterizzato da un colore, ripreso nel costume, che spesso indica la tipologia di personaggio che sta interpretando.
Claudio Coviello, un pensieroso, sognante e raffinato Brown Boy. Nicoletta Manni, Pink girl: romantica, elegante, morbida, affiancata da un vivace e deciso Timofej Andrijashenko, Purple boy. Alice Mariani, Apricot, frizzante, allegra, dinamica, accanto a Mattia Semperboni, un brillante Brick. La raffinata Martina Arduino, Mauve, una Linda Giubelli, Green Girl, piena di grinta e carattere, affiancata da Darius Gramada, un leggiadro e frizzante Green Boy. Asia Matteazzi, Blue girl, e Christian Fagetti, Blue Boy, entrambi di grande carisma e fascino.

“The Concert”, uno scherzoso divertissement
Conclude il trittico “The Concert”, scherzoso divertissement anch’esso mai rappresentato prima alla Scala, con coreografia sempre di Jerome Robbins, di cui è impossibile non apprezzare la portata rivoluzionaria, su musica nuovamente di Chopin. Il balletto si apre con l’ingresso trionfale del pianista, uno strepitoso e virtuoso Leonardo Pierdomenico, che assume un ruolo fondamentale nel dare senso alla commedia.
Caterina Bianchi, nel ruolo della Ballerina, è una vera e propria attrice dalla mimica eccezionale. Il farfallone e damerino Husband (Marco Agostino) e la gelosa e bisbetica Wife (Marta Gerani), goffo e buffo lo Shy Boy di Alessandro Paoloni. Bellissimo e divertente anche il “Mistake Walz”, danzato da 6 ragazze.
Il Trittico Balanchine-Robbins, con questi tre masterpiece della tradizione americana, ha quindi dato vita ad uno spettacolo imperdibile ed emozionante e il pubblico ha risposto con calorosissimo entusiasmo, premiando generosamente tutti gli artisti con lunghi e fragorosi applausi. La stagione di balletto del 2023/24 può così dirsi straordinariamente conclusa, lasciando il pubblico con gli occhi pieni di tanta meravigliosa bellezza.



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Buongiorno Elisabetta,
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