Grande successo al Teatro dell’Opera di Roma per la Serata Coreografi Contemporanei, spettacolo dedicato a tre grandi nomi della danza contemporanea che, dal 19 al 24 Settembre, hanno incantato il pubblico capitolino. Partendo da Wheeldon, passando per Montero e arrivando a Pastor, Eleonora Abbagnato ha di nuovo colpito nel segno presentando tre coreografie tanto diverse nella forma quanto simili nell’anima.
Una serata di puro gusto neoclassico quella proposta dal 19 al 24 Settembre al Teatro dell’Opera di Roma dalla Direttrice del Corpo di Ballo Eleonora Abbagnato, che ha portato in scena un intreccio di coreografie contemporanee per far conoscere al pubblico tre grandi nomi della scena internazionale. Iniziando da Within the Golden Hour di Christopher Wheeldon, lo spettacolo è proseguito con Chacona di Goyo Montero e si è concluso con il Bolero di Krzysztof Pastor.

È la pièce del coreografo inglese a dare il via alla triade in scena, sulle inconfondibili note del compianto Ezio Bosso e di Antonio Vivaldi. Originariamente creata per il San Francisco Ballet nel 2013 e poi riadattata (con un cambio di costumi) per il Royal Ballet, Within the Golden Hour racconta del particolare momento della giornata che si affaccia prima del calar del sole, quello in cui il tempo sembra fermarsi e l’atmosfera si colora di toni caldi e accoglienti.
E proprio su queste calde sfumature si plasmano i costumi, disegnati per l’occasione da Anna Biagiotti, che accompagnano i danzatori all’interno “dell’ora dorata”, dove sette coppie, di cui tre centrali, si alternano sul palcoscenico attraversando vari quadri. Senza costruire una vera e propria trama, Wheeldon si lascia trasportare dalla melodia per creare degli “schizzi” coreografici di danza neoclassica, dove la bellezza, il romanticismo, ma a tratti anche il ritmo e la vivacità, dominano la scena illuminata dal magistrale gioco di luci di Peter Mumford.
Un grande applauso a tutte le coppie sul palco, in particolare alle principali (Federica Maine ed Alessio Rezza, Alessandra Amato e Claudio Cocino, Rebecca Bianchi e Michele Satriano), che hanno saputo cogliere con tecnica e sensibilità il concept di un’opera così perfettamente astratta.

Dopo un brevissimo intervallo prendono posto sulla scena un violino, un pianoforte e una chitarra dal vivo per il secondo pezzo della serata. È Chacona, la pièce in tre quadri del madrileno Goyo Montero. Nata come intreccio di assoli, passi a due e trii, raccolti poi nella coreografia Vasos Comunicantes, il pezzo muta nel 2017 lasciando intatta solo la struttura e l’atmosfera.
Sulle note di Bach e vestiti totalmente di nero da Tatyana van Walsum, i danzatori si muovono in gruppo, spesso a canone, con ritmo e velocità, su un pezzo di base contemporanea che richiede una forte padronanza della tecnica classica. Non ci sono étoile o Primi Ballerini a catalizzare l’attenzione, ma un corpo di ballo intenso e unito che domina il palco con grande cura e maestria.

A concludere il trittico, un’inedita versione del Bolero sulle ormai famosissime note di Ravel, a cura del coreografo polacco Krzysztof Pastor. Prendendo le distanze dalla più conosciuta opera di Bejart, Pastor abbandona la concezione del cerchio e ne rivoluziona l’architettura, creando una scena rettangolare e squadrata dove il protagonista non è più uno soltanto, sopraelevato su una piattaforma con il corpo di ballo intorno, ma una coppia principale che si alterna ad altri solisti e gruppi.
Bravissimi Marianna Suriano e Giacomo Castellana (nelle replica del 24) nei panni della coppia principale, che hanno dato prova di un movimento raffinato e armonioso in un’opera ancora una volta astratta dove la musica, solo apparentemente ridondante, scandisce in crescendo il ritmo della serata.

Alla fine, al pubblico non resta che regalare infiniti applausi ai coreografi e ai loro bravissimi interpreti, ma soprattutto tantissimi complimenti ad Eleonora Abbagnato che ancora una volta ha saputo portare in scena uno spettacolo dal sapore contemporaneo che mette in luce la bellezza e la purezza della danza, l’arte del movimento e la profondità del pensiero coreografico.

